"Carmelo si sta adoperando", nelle carte della nuova inchiesta antimafia spunta ancora il nome del deputato Pullara

Il boss Giovanni Lauria, intercettato, sembra cercare un posto per il figlio: la replica del parlamentare regionale

Il deputato regionale Carmelo Pullara

“Carmelo sta cercando di sistemare una cosa.. di Vito … che è per renderla definitiva o quasi …”. Il boss Giovanni Lauria, nel 2016 (periodo in cui Pullara non era stato ancora eletto), parla al telefono con l'imprenditore agricolo Giovanni Mugnos (entrambi sono finiti in carcere nell'operazione antimafia "Halycon" e rivela un presunto interessamento del deputato regionale Carmelo Pullara per fare assumere il figlio del vecchio boss. 

Una conversazione dal contenuto simile, peraltro, era stata intercettata nell'ambito dell'operazione "Assedio" che ha fatto finire in carcere alcuni affiliati mafiosi di Licata e Campobello. In quella circostanza era Angelo Occhipinti, presunto capo della cosca di Licata, a mostrare rapporti amicali col deputato.

"A conferma della pervasività del potere esercitato dal “professore” e dei pericolosi contatti con esponenti delle istituzioni - sottolineano i pm nel provvedimento - emergeva che questi, per risolvere la situazione lavorativa del figlio Vito che era in cerca di un’occupazione stabile ed a tempo indeterminato, vantava l’interessamento del deputato regionale Carmelo Pullara. Peraltro, come accertato dalla polizia giudiziaria, lo stesso risulta iscritto nelle liste della loggia massonica “Arnaldo da Brescia” di Licata il cui maestro venerabile è proprio Vito Lauria”.

“Ed in effetti – aggiungono i magistrati – le successive attività svolte permettevano di accertare che Vito Lauria, dipendente a tempo determinato fino al marzo 2017 per la società Dms. srl, successivamente iniziava a lavorare, con contratto a tempo indeterminato, per la Pidiemme Consulting”.

Il deputato replica: “Ancora una volta, amaramente, constato di correre il rischio di finire nel tritacarne mediatico, pur non essendo in alcun modo coinvolto in una vicenda di cui non conosco nemmeno i contorni. Mi riferisco – aggiunge - all’operazione “Halycon”. Premetto di non essere massone e pertanto di non essere iscritto a nessuna loggia massonica. Vengo tirato in ballo da altri, pur non avendo alcuna contezza della vicenda in questione. Se questo è il prezzo da pagare per essere un uomo pubblico, comincio a pensare che sia un prezzo troppo alto”.

“Rilevo inoltre – aggiunge Pullara – che i dialoghi in cui si farebbe riferimento alla mia persona, risultano essere del luglio 2016, un periodo lontanissimo dalle elezioni regionali, che si sono tenute nel novembre del 2017, quando sono stato eletto all’Ars. E nessun incarico pubblico ed elettivo rivestivo in quel periodo. Ribadisco di essere assolutamente sereno, considerata la mia totale estraneità alla vicenda in questione, e fiducioso nell’operato della magistratura".  

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