"Fece affari col boss per farsi eleggere", consigliere comunale sceglie giudizio abbreviato

Giuseppe Scozzari, in cambio di voti, avrebbe fatto valere il suo peso politico all'interno del Comune e dell'Azienda sanitaria dove lavorava come funzionario dell'ufficio tecnico

L'ex consigliere comunale Giuseppe Scozzari insieme al boss Angelo Occhipinti

Giudizio abbreviato per l'ex consigliere comunale Giuseppe Scozzari, dimessosi dopo l'arresto e finito sotto processo con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. La strategia processuale è stata scelta oggi dal difensore, l'avvocato Giovanni Di Benedetto, e il gup di Palermo ha disposto un rinvio al 30 settembre per la requisitoria del pm e le arringhe difensive. Scozzari è accusato di avere fatto affari col boss per farsi eleggere consigliere comunale. In cambio avrebbe garantito il suo peso all'interno del Municipio e quello nell'Azienda sanitaria in cui lavorava come funzionario dell'ufficio tecnico dell'ospedale.

Il nome di Scozzari compariva nella lista dei ventuno indagati delle inchieste "Assedio" e "Halycon", unificate per una trattazione processuale comune, che hanno disarticolato, fra luglio e agosto scorsi, con le operazioni di carabinieri e Ros, la nuova famiglia mafiosa di Licata che avrebbe pure stretto un accordo con la politica e la massoneria deviata per portare avanti i propri interessi economici e personali, sono state concluse. I personaggi principali sono il boss Angelo Occhipinti, 65 anni, lo stesso Scozzari e il funzionario della Regione Lucio Lutri.

Scozzari, però, attraverso il suo difensore ha rinunciato alla sospensione dei termini di custodia cautelare, fissati dal decreto per l'emergenza Covid dal 9 marzo all'11 maggio, e la sua posizione è stata stralciata rispetto agli altri che compariranno davanti al giudice dell'udienza preliminare il 6 luglio. Scozzari, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, avrebbe, "nell'esercizio delle, sue funzioni di responsabile del servizio tecnico del presidio ospedaliero di Licata, ed essendo influente funzionario dell'Asp di Agrigento, garantito corsie preferenziali per l'accesso ai servizi dell'Asp a soggetti indicati dal capomafia Occhipinti".

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Nell'esercizio delle funzioni di consigliere comunale di Licata, invece, avrebbe "messo a disposizione il proprio peso politico all'interno del Comune al fine di fare ottenere al capomafia Occhipinti ed a Raimondo Semprevivo (suo cognato) la regolarizzazione amministrativa di un'area sottoposta a sequestro penale.

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