"Incastrati" dai racconti del pentito e degli estorti, nuovo colpo a Cosa Nostra: 10 arresti

I provvedimenti, firmati dal Gip e richiesti dalla Dda di Palermo, hanno riguardato persone che erano state rimesse in libertà dal tribunale del Riesame dopo il blitz denominata in codice “Montagna”

Dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip su richiesta della Dda di Palermo, sono state eseguite questa notte dai carabinieri del comando provinciale di Agrigento. Eseguito anche un obbligo di dimora per un undicesimo indagato. I provvedimenti hanno riguardato i vertici di famiglie di Cosa Nostra Agrigentina e del Palermitano. Si tratta di persone che erano state rimesse in libertà, dal tribunale del Riesame, lo scorso febbraio dopo l’imponente operazione antimafia denominata in codice “Montagna”. Blitz che lo scorso 22 gennaio permise di eseguire 57 ordinanze di custodia cautelare. 

Ecco chi sono gli arrestati 

Il nuovo blitz, ordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, è stato eseguito nel cuore della notte da oltre 100 militari, supportati da un elicottero, da unità cinofile e dallo squadrone eliportato carabinieri "Cacciatori di Sicilia". La nuova operazione, scaturita da attività investigative effettuate nel periodo febbraio-maggio 2018, ha inflitto un ulteriore duro colpo agli attuali assetti di Cosa Nostra, consentendo di documentare ulteriormente estorsioni, tentate e consumate, ai danni di 7 aziende. Sono state eseguite, stanotte e fino all'alba, numerose perquisizioni sono ancora in corso, alla ricerca di droga e armi.

IL VIDEO. Elicottero e cinofili alla ricerca di armi e droga 

Fra febbraio e maggio scorsi, i carabinieri del reparto Operativo di Agrigento hanno eseguito nuove indagini. Sono state acquisite le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta di Favara e le dichiarazioni degli imprenditori che hanno subito estorsioni o tentativi di estorsione.

Il video - Blitz "Montagna": erano stati scarcerati dal tribunale del Riesame, 10 indagati tornano in carcere“

"Sono stati così ulteriormente raccolti gravi e concordanti elementi indiziari che - scrivono dal comando provinciale dell'Arma di Agrigento - hanno delineato le responsabilità e i vari ruoli nei mandamenti nelle famiglie mafiose. Persone che erano state rimesse in libertà dal tribunale del Riesame. Nel corso di tali ulteriori investigazioni, nei confronti di alcuni dei destinatari del provvedimento restrittivo, sono stati acquisiti elementi di prova in relazione al loro coinvolgimento in estorsioni, tentate e consumate, ai danni complessivamente di sette società appaltatrici di opere pubbliche di ingente valore. L’inchiesta aveva già documentato l’esistenza di un nuovo mandamento, quello appunto cosidetto 'Montagna'". 

Era il 22 gennaio quando, coordinata dalla Dda di Palermo e messa in atto dai carabinieri del reparto Operativo di Agrigento, scattava l'operazione antimafia denominata "Montagna". 

La Dda fa ricorso in Cassazione per i 28 scarcerati 

L'inchiesta “Montagna” prese il via alla fine del 2013, con il ritorno in libertà di Francesco Fragapane, figlio dello storico esponente mafioso della provincia Agrigentina.

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