"Non sono stati acquisiti illecitamente", no alla confisca dei beni per presunto mafioso

I giudici rigettano la richiesta per un favarese condannato nella maxi operazione "Montagna"

Il tribunale di Agrigento, nel riquadro Angelo Di Giovanni

I giudici della seconda sezione misure di prevenzione, presieduta da Wilma Angela Mazzara, hanno rigettato la richiesta di confisca dei beni del favarese Angelo Di Giovanni, 47 anni, condannato a 10 anni e 8 mesi, lo scorso 25 luglio, nell'ambito del processo scaturito dalla maxi inchiesta "Montagna" in cui è stato riconosciuto colpevole di associazione mafiosa.

Il collegio, composto anche dai giudici Manfredi Coffari e Micaela Raimondo, ha accolto le tesi del difensore, l'avvocato Giuseppe Barba, e ha rigettato la richiesta di confisca, vale a dire definitiva acquisizione da parte dello Stato, di un patrimonio composto da quote di terreni, auto, titoli finanziari e, soprattutto, di una villa. 

"I presupposti della provenienza illecita dei beni e della sproporzionalità rispetto ai redditi dichiarati non risultano sussistenti", spiegano i giudici. 

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