Estorsioni mafiose a costruttori, anche Militello sceglie l'abbreviato

Il presunto braccio destro del boss Antonio Massimino torna davanti al gup dopo l'annullamento del processo

Liborio Militello

Anche il cinquantenne Liborio Militello, presunto braccio destro del boss Antonio Massimino nella gestione del racket mafioso, sceglie il giudizio abbreviato. La richiesta è stata formalizzata ieri mattina dalla difesa (affidata agli avvocati Giovanni Castronovo e Carmelita Danile) all’udienza preliminare davanti al gup di Palermo, Fabrizio Molinari. Il procedimento è stato nuovamente accorpato a quello a carico di Massimino.

Sono accusati di tre tentativi di estorsione mafiosa ai danni dei due imprenditori Ettore e Sergio Li Causi, padre e figlio. Militello è tornato libero lo scorso 8 novembre – nei suoi confronti è stato disposto il solo divieto di dimora in provincia di Agrigento – perché dopo una modifica del collegio difensivo non sono state rinnovate tutte le notifiche e il disguido ha costretto il gup a restituire gli atti alla Procura che ha dovuto istruire il processo da capo con la conseguenza che i termini di custodia cautelare sono nel frattempo scaduti.

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