"Appalti truccati per favorire imprese vicine alla mafia", chiesta condanna per ex dirigente Utc

Il pm della Dda Maria Teresa Maligno propone cinque anni di reclusione per il geometra Vincenzo Manzone

Il pm della Dda Maria Teresa Maligno ha chiesto la condanna a 5 anni di reclusione per il geometra Vincenzo Manzone, 76 anni, ex dirigente dell’Utc di Castrofilippo, imputato di falsa testimonianza e turbativa d’asta aggravata perché avrebbe favorito l’illegittima assegnazione di tre appalti a imprese vicine ai boss. La prima accusa è relativa alla sua deposizione al processo nei confronti dell'ex sindaco Salvatore Ippolito, arrestato nel 2010 per concorso esterno in associazione mafiosa e, in seguito, condannato a 10 anni. Manzone dichiarò al dibattimento che "il sindaco mai si intromise nella gestione dei lavori pubblici".

"Le sue dichiarazioni sono mendaci e ci sono le sentenze che lo confermano - ha spiegato il pm -, da questo episodio partì l'inchiesta che ha fatto luce su un giro di appalti truccati che è stato descritto in maniera fedele dal pentito Maurizio Di Gati". Secondo il pm "il sindaco Ippolito, pur di mettere a capo dell'Utc un dirigente a sua disposizione, scalzò pure un ingegnere e lo sostituì un geometra".

l collaboratore di giustizia, comunque, ha descritto il “sistema” ma non i tre episodi specifici contestati all’imputato (relativi a due lavori di manutenzione stradale e al completamento di un centro diurno) visto che risalgono al 2009 e al 2010, periodo in cui era già in carcere. Per il primo degli episodi, il pm ha chiesto la prescrizione, comunque imminente anche per gli altri due appalti contestati.

Il 7 ottobre illustrerà la sua arringa il difensore dell'imputato, l'avvocato Antonino Gaziano. 

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