Appalti truccati per favorire imprese in odore di mafia, la difesa: "Nessun accordo"

Imputato l'ex dirigente dell'Utc di Castrofilippo Vincenzo Manzone, il legale: "Pentiti inattendibili"

“Non c’è stato alcun patto con nessuno, non emerge mai alcun contatto con il capomafia del paese Antonino Bartolotta e soprattutto mi chiedo come sia possibile condannare un imputato, per accuse del 2010, sulla base di dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che si trova in carcere dal 2006”.

L’avvocato Antonino Gaziano replica così alla requisitoria del pm della Dda Maria Teresa Maligno che, all’udienza precedente, prima della sosta estiva, aveva chiesto la condanna a 5 anni di reclusione per il geometra Vincenzo Manzone, 76 anni, ex dirigente dell’Utc di Castrofilippo, imputato di falsa testimonianza e turbativa d’asta aggravata perché avrebbe favorito l’illegittima assegnazione di tre appalti a imprese vicine ai boss.

La prima accusa è relativa alla sua deposizione al processo nei confronti dell'ex sindaco Salvatore Ippolito, arrestato nel 2010 per concorso esterno in associazione mafiosa e, in seguito, condannato a 10 anni. Manzone dichiarò al dibattimento che "il sindaco mai si intromise nella gestione dei lavori pubblici".

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