Mafia, inchiesta "Vultur": il tribunale detta i tempi della conclusione

L'istruttoria sarà completata il 7 novembre, due settimane dopo si celebrerà la requisitoria

Rosario Meli all'uscita dalla Questura, dopo l'arresto

Seconda udienza consecutiva per fare luce sulle intercettazioni. In quella precedente, durata oltre quattro ore, il funzionario della squadra mobile Vincenzo Di Piazza aveva spiegato qual era stata l’attività investigativa che aveva portato all’identificazione degli imputati e delle persone con cui conversavano. Ieri è stato ascoltato un perito, chiamato a dare risposte circa l’individuazione delle voci e degli interlocutori delle conversazioni intercettate. 

Dirigente della squadra mobile spiega le intercettazioni

Il processo è quello scaturito dall’operazione Vultur che ha fatto luce su alcune dinamiche mafiose a Camastra e Canicattì. Gli imputati sono quattro. Nella lista: Rosario Meli, 70 anni, di Camastra; il figlio Vincenzo Meli, 48 anni; Calogero Piombo, 67 anni, di Camastra; e Calogero Di Caro, 72 anni, di Canicattì. Le accuse ipotizzate sono di associazione mafiosa ed estorsione. Il personaggio principale è Rosario Meli, detto “u puparu”, figura di spicco della mafia anche in passato, al quale si contesta di essere stato il capo della famiglia mafiosa di Camastra e di avere avuto un ruolo anche nella campagna elettorale che, nel giugno del 2013, portò all’elezione del sindaco Angelo Cascià.

Per questo, infatti, il Comune è stato sciolto dal consiglio dei ministri per infiltrazioni della criminalità organizzata e lo stesso Cascià, che non risulta sia stato mai indagato, ha presentato ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del provvedimento del governo. Il collegio presieduto da Luisa Turco (i componenti a latere sono Enzo Ricotta e Rosanna Croce) ha poi dettato i tempi per una rapida definizione del processo. Il 7 novembre sarà sentito un teste, chiesto dalla difesa, in video conferenza dalla Germania. Il 21 è in programma l’inizio della requisitoria del pubblico ministero Alessia Sinatra che ieri ha prodotto anche diverse sentenze della storia recente e meno recente di Cosa Nostra. 

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