Mafia, il questore: "Via le licenze per l'agenzia funebre del boss e il tabacchino del cassiere della cosca"

La proposta, che scaturisce dagli esiti dell'inchiesta "Vultur", sarà adesso valutata dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo

Rosario Meli

La sorveglianza speciale per il boss Rosario Meli, il figlio Giuseppe e il presunto “cassiere” della cosca di Camastra, Calogero Piombo oltre alla sospensione delle licenze dell’agenzia di onoranze funebri di proprietà della famiglia Meli e del tabacchino di Piombo.

Il questore di Agrigento, sulla base delle risultanze dell’inchiesta Vultur, che ha già portato a quattro condanne in primo grado, che adesso saranno ridiscusse in appello, ha proposto la misura di prevenzione per due indagati. I giudici del tribunale di Agrigento, in primo grado, lo scorso 22 novembre, hanno inflitto 17 anni e 6 mesi di reclusione a Rosario Meli, 70 anni, ritenuto il capo della famiglia di Camastra; 14 anni e 6 mesi al figlio Vincenzo, accusato di avere gestito gli affari della famiglia di Cosa Nostra in paese e 13 anni e 6 mesi al tabaccaio di Camastra Calogero Piombo, 67 anni, ritenuto il "cassiere" della cosca.

Ventidue anni, in continuazione con altre due condanne precedenti, sono stati inflitti a Calogero Di Caro, 72 anni, vecchio boss di Canicattì, tornato in attività - sostiene l’accusa - dopo avere scontato una precedente condanna. Il questore, adesso, propone la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno, per Piombo, Rosario Meli e Giuseppe Meli, 47 anni, figlio del boss solo sfiorato dall’inchiesta per mafia.

A decidere sulle richieste della Questura sarà il tribunale di Palermo al termine di un procedimento in contraddittorio nel quale i Meli e Piombo saranno difesi dagli avvocati Angela Porcello e Nico D’Ascola. La prima udienza è stata fissata per il 19 dicembre. 

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