Racket mafioso a costruttori, la Corte: "Le vittime vanno sentite in aula"

Sul banco degli imputati il boss Antonio Massimimo e il suo presunto braccio destro Liborio Militello, di recente finiti ancora in carcere nell'ambito della maxi inchiesta "Kerkent"

Da sinistra Massimino e Militello

Via libera all'audizione in aula dei costruttori, presunti vittime del racket da parte del boss Antonio Massimino, 50 anni, di recente arrestato ancora nell'operazione antimafia Kerkent insieme al suo presunto braccio destro, Liborio Militello, di un anno più grande, altro imputato del processo di appello scaturito da un'inchiesta che ipotizza tre tentativi di estorsione ai danni di due costruttori agrigentini, padre e figlio.

Racket mafioso a due imprenditori, il pg: "Sentire in aula le vittime"

I giudici della quarta sezione della Corte di appello di Palermo hanno dato l'ok, come chiesto dal sostituto procuratore generale Rita Fulantelli, all'audizione in aula degli imprenditori Ettore e Sergio Li Causi, che hanno confermato le accuse ma non si sono costituiti parte civile nè sono stati interrogati al processo di primo grado visto che la difesa ha chiesto il giudizio abbreviato. La loro audizione è stata programmata per il 28 maggio.

In primo grado, lo scorso 19 aprile, il gup di Palermo, Fabrizio Molinari, ha deciso l’assoluzione di Massimino e la condanna di Militello a quattro anni di reclusione. 

Il pentito Quaranta: "Militello? Il suo mestiere era fare le estorsioni"

Sia i pm della Dda Claudio Camilleri e Alessia Sinatra che il difensore di Militello, l’avvocato Giovanni Castronovo (Massimino è difeso dall’avvocato Salvatore Pennica) hanno impugnato il verdetto e la vicenda sarà, adesso, interamente ridiscussa. 

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Nel frattempo, lo scorso 4 marzo, è scattata l'operazione "Kerkent", continuazione dell'inchiesta approdata già in appello, che delinea il nuovo clan messo in piedi dal capomafia di Villaseta che avrebbe puntato, ancora una volta, sul traffico di droga. 

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