La maxi inchiesta antimafia "Montagna", la difesa del pentito: "Quaranta sincero e attendibile"

Dopo la requisitoria dei pm, che hanno chiesto 54 condanne per oltre sei secoli di carcere, sono iniziate le arringhe

Giuseppe Quaranta

"Giuseppe Quaranta ha iniziato a collaborare con la giustizia da subito, raccontando quello che sapeva e mostrando genuinità e attendibilità. Per questo merita le attenuanti speciali". Dopo la requisitoria dei pm, che hanno chiesto 54 condanne per oltre sei secoli di carcere, non manifestando particolare clemenza neppure nei confronti dell'ex capomafia cinquantenne (8 anni di reclusione è la richiesta, che sarebbero stati 12 senza la riduzione prevista dal rito), è toccato alla difesa illustrare le tesi a sostegno degli imputati.

La prima a parlare è stata proprio l'avvocato l'avvocato Gloria Lupo, difensore del collaboratore di giustizia che, subito dopo l'arresto nell'operazione "Montagna", il 22 gennaio dell'anno scorso, ha iniziato a collaborare con la giustizia deponendo in altri processi e aprendo nuovi spunti di indagine che, però, fino ad ora non hanno portato ad alcuna nuova operazione. 

Ed è proprio su questo aspetto che l'avvocato Giovanni Castronovo, altro difensore che ha discusso questa mattina, ha sottolineato chiedendo l'assoluzione di Adolfo Albanese, 71 anni, ritenuto un esponente mafioso di Caltavuturo che avrebbe avuto contatti con le famiglie mafiose agrigentine. "Quaranta sa solo quello che ha letto nell'ordinanza, dopo un anno siamo in attesa di un tribunale che si esprima sulla sua attendibilità e non c'è stato un solo arresto che scaturisce dalle sue rivelazioni". I pm Alessia Sinatra, Claudio Camilleri e Geri Ferrara hanno chiesto la condanna a 10 anni e 8 mesi di reclusione. 

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