Il falso pentito Tuzzolino rinuncia a partecipare al processo, il suo ex legale cita magistrati e giornalisti

L'architetto di Palma di Montechiaro, arrestato e condannato anche per calunnia ai danni dell'ex procuratore, davanti al giudice: doveva essere un'udienza decisiva ma non si è presentato nessuno dei testi

Da sinistra Pennica e Tuzzolino

L'ex presidente della Camera di commercio Vittorio Messina, il consulente del lavoro favarese Antonio Vetro (personaggio chiave di almeno due grosse inchieste in materia di corruzione all'Irfis e all'Agenzia delle Entrate), i magistrati Luca Sciarretta e Andrea Maggioni e i giornalisti Franco Castaldo e Fabio Russello: doveva essere un'udienza decisiva, quella del processo a carico dell'ex pentito Giuseppe Tuzzolino, sconfessato con un arresto e una condanna per calunnia, preceduti e seguiti da diversi rinvii a giudizio sempre per la stessa accusa. 

"Cercavamo supporti informatici ma non c'era nulla", pm racconta in aula fantasie di Tuzzolino

In realtà dei testi citati dalla difesa dell'avvocato Salvatore Pennica, parte civile perchè Tuzzolino, ex cliente del professionista lo avrebbe accusato falsamente di avere custodito su suo incarico, nel 2013, supporti informatici contenenti rivelazioni "scottanti", non si è presentato nessuno. Il giudice sanziona con un'ammenda Messina e Vetro che, contrariamente agli altri testi, che hanno giustificato la loro assenza o di cui, invece, non vi è prova che abbiano ricevuto la convocazione, non si sono presentati senza fare comunicare nulla.

Via libera all'audizione di quattro pubblici ministeri

Si torna in aula il 21 maggio e il 18 giugno per sentire gli stessi testi e quelli che mancano della lista dell'avvocato di parte civile Francesco Accursio Mirabile che assiste il collega Pennica. 

Il noto penalista, difensore di Tuzzolino in quegli anni, in seguito al suo arresto per una vicenda di truffe all’ufficio tecnico di Palma, si vide arrivare la squadra mobile e un magistrato della Dda, Giuseppe Fici, che dovevano perquisire tutte le sue abitazioni e lo studio professionale dove, secondo quelle che si sono rivelate essere le fantasie di Tuzzolino, Pennica (mai indagato) aveva nascosto su suo incarico dei supporti informatici contenenti materiale che scottava. Tuzzolino, intanto, ha fatto sapere che intende rinunciare a partecipare anche alle prossime udienze. 

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