Liste di attesa, la Cgil agrigentina interviene

I rappresentanti Spi e Fit, Mangione e Buscemi, scrivono al commissario provinciale della Asp  

Liste di attesa, la Cgil agrigentina interviene
I rappresentanti Spi e Fit della Cgil, Mangione e Buscemi, scrivendo al commissario provinciale della Asp, fanno sentire la loro voce sui grossi disagi creati alla popolazione dal problema "liste di attesa". "Come è noto - scrivono i sindacalisti - uno dei più acuti elementi di crisi del rapporto tra domanda e offerta sanitaria è costituito dalle liste di attesa anche in Agrigento. La qual cosa è rilevata ogni giorno e ad ogni bisogno da parte del cittadino che ha necessità di ricorrere alla sanità pubblica, dove, purtroppo, quel bisogno non trova una disponibilità all’accoglienza in tempi reali. Quindi protesta e, poi, o si rassegna ad aspettare oppure, se ha un reddito familiare che glielo consente, si rivolge alla sanità privata a pagamento che gli assicura l’urgenza".

"Il sindacato dei pensionati della Cgil siciliana - continuano Mangione e Buscemi -  ha fatto di questo problema uno dei punti di rivendicazione nell’ambito della più generale piattaforma sull’assistenza sanitaria, stante il fatto che sono gli anziani ad avere un elevato bisogno di accertamenti e di cure, per cui, unitamente al sindacato della funzione pubblica hanno posto questa questione tra le prime file della contrattazione con l’Assessore Russo che ha riconosciuto il problema e non è rimasto con le mani in mano. Difatti ha emanato lo specifico Decreto 01220/2011, concordato col sindacato, intitolato 'Piano per il governo dei tempi di attesa 2011/2013' che imponeva, come impone, alle aziende sanitarie provinciali - ribadiscono Mangione e Buscemi - di predisporre, a loro volta, un “Piano Attuativo Aziendale” entro 60 giorni dalla sua emanazione che è avvenuta il 30 giugno scorso".

"Obiettivo del Decreto: la riduzione dei tempi di attesa che - sottolinea la Cgil - non possono valicare un tempo massimo di due mesi. Le vicende che hanno caratterizzato il management di codesta Asp hanno determinato il fatto che ad oggi non si ha notizia né del Piano attuativo aziendale, né del così detto Ambito territoriale di garanzia. Si da il caso che mentre la geriatria sembra avviata verso la sua progressiva devalorizzazione, l’attesa per una visita neurologica va oltre i 60 giorni, quella per la endocrinologia in qualche sede territoriale arriva oltre i 90 giorni, così come per una visita oculistica c’è da attendere in qualche struttura sino a 140 giorni, per l’ortopedia 160 giorni, per l’angiologia l’attesa oscilla tra i 160 ed i 210 giorni. Capirà - concludono Mangione e Buscemi - che così non può continuare, perché  una  diagnosi fatta in tempo aiuta molto l’ammalato ai fini dell’inizio della terapia. E’ per affrontare il problema che si chiede di programmare un incontro con le scriventi organizzazioni".

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