Coltellate dopo lite con condomina morosa, amministratrice resta ai domiciliari

Il tribunale del riesame conferma il provvedimento restrittivo: la donna si difende e dice che è stata legittima difesa

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Resta agli arresti domiciliari, con l'accusa di tentato omicidio, la 43enne di Licata, Stella Marcella De Caro, amministratrice di condominio, accusata d'avere accoltellato - durante una lite - una donna di 43 anni a cui aveva staccato l'utenza idrica per morosità.

Il tribunale del riesame ha confermato l'ordinanza del gip  del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, che, lo scorso 30 maggio, come chiesto dal pm Gloria Andreoli, ha convalidato l'arresto ed ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari senza l'applicazione del braccialetto elettronico. L'indagata, difesa dall'avvocato Alberto Caffarello, si era giustificata sostenendo di avere ferito l'altra donna per legittima difesa.

Una tesi che è stata riproposta al tribunale della libertà di Palermo dove, però, è stata decisa la conferma del provvedimento restrittivo. La presunta vittima, secondo la ricostruzione dei fatti, in seguito al mancato pagamento di diverse bollette idriche, aveva subito il distacco dell'utenza da parte dell'amministratrice di condominio. Per ripicca, allora, avrebbe deciso, forse con un martello, di danneggiare l'autoclave. Gli altri inquilini dello stabile di via Don Carmelo di Bartolo avvisarono Stella Marcella De Caro che, con un idraulico, l'indomani andò a effettuare un sopralluogo. La condomina, allora, sarebbe andata con la sua auto per cercare lo scontro.

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Le versioni di vittima, indagata e altri testimoni, a questo punto sono differenti. 
L'indagata sostiene che la condomina le abbia tagliato la strada con l'auto dicendole che non l'avrebbe fatta andare via. Poi, dopo che aveva aperto lo sportello per spingerla via, le avrebbe sottratto un coltello dalla sua auto, che teneva nel lato passeggero dell'auto (a suo dire per regolare i timer delle autoclavi dei condomini che amministrava), e avrebbe iniziato a brandirlo contro di lei. L'amministratrice, secondo la sua versione, per difendersi le avrebbe spinto il polso provocandole un taglio all'addome. Gip e, adesso, riesame ritengono, invece, si sia trattato di un tentativo di omicidio in risposta ad un’aggressione. 

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