"Giro di prostitute al Paradise", ex cliente: "C'erano tende per avere intimità"

Due i testi della difesa che sono stati ascoltati davanti ai giudici della seconda sezione penale, si torna in aula il 20 novembre

(foto ARCHIVIO)

“C’erano delle stanze che si potevano chiudere con delle tende per avere intimità, ma penso che le persone si appartassero per parlare”. Ha detto questo, ieri, uno dei due testi della difesa: due ex clienti del locale licatese "Paradise club" ascoltati davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento presieduta da Giuseppe Miceli con a latere i giudici Vincenzo Ricotta e Antonio Genna.

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Si tratta del processo scaturito dall'inchiesta "Lenone 2" che ha fatto luce su un presunto giro di squillo. Sul banco degli imputati siedono: Angelo Incorvaia, 66 anni, di Licata; i rumeni Adriana Maria Cristina Radulescu, 35 anni, Costica Martinescu, 44 anni, Aurel Caruta, 34 anni, e Nicoleta Schiau, 31 anni; Carmelo Cani, 31 anni, di Palma di Montechiaro, e Angelo Schembri, 63 anni, di Licata. Le accuse ipotizzate sono di associazione a delinquere, sfruttamento e induzione alla prostituzione.

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La prossima udienza è stata fissata per il 20 novembre. Il Pm è Emiliana Busto. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Antonio Montana, Maria Licata, Gaspare Lombardo e Angelo Balsamo. 

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