L'inchiesta sui brogli per il porticciolo turistico, dirigente Utc rinuncia a prescrizione

L'ingegnere Vincenzo Ortega comunica al giudice la sua intenzione di rinunciare alla possibilità di evitare la condanna grazie al decorso del tempo

Vincenzo Ortega

L’ex dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Licata, adesso in servizio nello stesso incarico a San Cataldo, rinuncia alla prescrizione. La decisione, a sorpresa, è stata presa ieri mattina in un’udienza lampo del processo scaturito dalle due inchieste sulle presunte irregolarità nella costruzione del porticciolo turistico. L’ingegnere, dopo che il suo difensore, l’avvocato Antonino Gaziano, ha formalizzato l’adesione allo sciopero, indetto a livello nazionale proprio contro la riforma della prescrizione, ha comunicato al giudice Giuseppe Miceli di volere rinunciare alla possibilità di evitare la condanna grazie al decorso del tempo puntando solo su un’assoluzione nel merito che, comunque, non gli sarebbe stata pregiudicata.

Nello stralcio abbreviato del processo il pubblico ministero Alessandra Russo ha chiesto sette condanne, dai due mesi di arresto ai 2 anni e 8 mesi di reclusione, chiesti proprio per Ortega. Due i livelli di responsabilità ipotizzati dal pm. Da una parte il mancato pagamento degli oneri concessori sottratti alle casse del Comune per un importo di circa 7 milioni e, dall'altra, gli abusi edilizi con varianti approvate in maniera illegittima e spazi edificati senza la relativa concessione. Uno dei principali imputati, per i reati di abuso di ufficio, abuso edilizio e occupazione abusiva di area demaniale, è Luigi Francesco Geraci, 75 anni, imprenditore di Sommatino, titolare della società “Iniziative immobiliari” che ha realizzato il progetto. La pena proposta nei suoi confronti è di un anno e sei mesi. 
Nella lista anche tre dirigenti del Comune di Licata: Andrea Occhipinti, 50 anni, a capo del dipartimento finanziario; Giuseppa Maria Pia Amato, 60 anni, responsabile del Suap (Sportello attività produttive) e lo stesso Vincenzo Ortega, 58 anni, dirigente del dipartimento Urbanistica. La pena più alta – 2 anni e 8 mesi di reclusione – è stata proposta proprio per Ortega, dieci mesi per Occhipinti e Amato. 

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