"Insulti razzisti a giovane calciatore di colore", chiesta archiviazione per arbitro

Il legale e presidente dell'Akragas Giovanni Castronovo insiste e chiede al gip di mandare a processo il ventiduenne fischietto che avrebbe detto "sporco negro" a un suo giocatore

Giovanni Castronovo

"Sporco negro vai via dal campo", con questi insulti razzisti l'arbitro avrebbe etichettato un calciatore della Parmonval. Dopo il Daspo di un anno, deciso dalla Questura in seguito alle indagini e alla squalifica di quattro mesi decisa dalla federazione, che decorrerà dopo il primo provvedimento, la vicenda approda in un’aula di tribunale.

Il pubblico ministero Emiliana Busto, in realtà, chiede che il procedimento, avviato per l’accusa di diffamazione con l’aggravante dell’odio razziale in seguito alla denuncia di Kabila Colley, ventenne gambiano che militava nella Juniores della squadra palermitana, sia archiviato. “Le testimonianze di compagni e avversari – scrive il magistrato della Procura – non hanno consentito di arrivare a una ricostruzione univoca dei fatti e, in definitiva, a confermare la versione riferita nel giovane”.

Il ragazzo, attraverso il suo legale Giovanni Castronovo, ex direttore generale della Parmonval e attuale presidente dell’Akragas, che di professione fa l’avvocato penalista, ha presentato un’opposizione che sarà discussa nel corso di un’udienza fissata per il 31 marzo davanti al giudice Stefano Zammuto.

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L’episodio risale al 7 maggio scorso, durante la finale regionale di calcio Juniores tra la squadra palermitana Parmonval Mondello e Camaro Messina, disputata a Ravanusa. Per ben due volte Cristian De Caro - 22enne arbitro di Licata - avrebbe insultato il giovane che vive in una comunità per minori stranieri a Palermo. Tre le ipotesi: disporre nuove indagini, accogliendo la richiesta del legale o indicando nuovi spunti istruttori da eseguire, accogliere la richiesta del pm e, quindi, archiviare l’inchiesta oppure disporre l’imputazione coatta e ordinare al pm di chiedere il rinvio a giudizio. 

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