Collegamenti abusivi e un sofisticato sistema di pompe idrauliche: ecco come i "furbetti" rubavano l'acqua

Il colonnello Giovanni Pellegrino: "Questa operazione deve essere da monito a tutti. Chi è nella stessa situazione si metta in regola quanto prima perché, così come è accaduto a Licata, i carabinieri arriveranno con altri controlli e, se dal caso, con altri arresti"

Un momento della conferenza stampa dei carabinieri

Avevano pensato e messo in campo una vera e propria "scorciatoia": su 28 appartamenti ben 24 sono risultati essere allacciati abusivamente alla rete idrica o elettrica di via Torregrossa a Licata. Un fenomeno diffuso, drammaticamente, quello - il furto aggravato di acqua e corrente - che riguarda la città di Licata ma non soltanto. "Questa operazione deve essere da monito a tutti - ha lanciato una sorta d'appello il colonnello Giovanni Pellegrino, comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento, - . Si mettano in regola quanto prima perché, così come è accaduto in via Torregrossa a Licata, i carabinieri arriveranno con altri controlli e, se dal caso, con altri arresti".

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Era già accaduto, qualche tempo fa, in un palazzo di via Palma, sempre a Licata. Allora vennero arrestati tutti i proprietari degli appartamenti. E lo stesso, di fatto, è accaduto anche in via Torregrossa. "Sono tanti i micro-blitz che settimanalmente i carabinieri realizzano - ha aggiunto il colonnello Giovanni Pellegrino - . Ma quanto è accaduto in via Torregrossa deve veramente essere un segnale chiaro". 

Quando è scattata l'operazione, i carabinieri - nel sottoscala di alcune palazzine d'edilizia popolare - hanno trovato decine e decine di cavi elettrici allacciati in modo precario e tubature posticce. In una manciata di secondi, i militari della compagnia di Licata hanno avuto la conferma ai sospetti: erano di fronte ad una generalizzata attività di furto ai danni del gestore idrico ed elettrico. Tutte le tubature sono state sequestrate e i collegamenti abusivi sono stati interrotti. S'è scoperto che c'era una condotta abusiva che deviava parte dell’acqua pubblica all’interno di una vasca comune, dalla quale poi si dipartivano le altre tubature che, grazie ad un sofisticato sistema di pompe idrauliche, servivano gli appartamenti. Acqua, ma anche luce, gratis.

Le verifiche - anche documentali - effettuate dai carabinieri hanno evidenziato che il sistematico furto di acqua ed energia elettrica avveniva da anni. In alcuni casi, addirittura da sette anni. Sono appunto ancora in corso le operazioni di quantificazione del danno, assieme ai tecnici delle rispettive società di gestione, ma il sospetto è che nel tempo non siano state pagate bollette per diverse centinaia di migliaia di euro, forse addirittura per oltre un milione di euro.

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