Abusi edilizi, firmata un'ordinanza di ripristino dei luoghi a carico di indagati per mafia

Mentre si cerca di recuperare i soldi spesi con le demolizioni, i funzionari del Comune siglano un nuovo ordine di demolizione e una sanzione amministrativa da 20 mila euro

Un ordine di demolizione per le opere abusive realizzate e una sanzione amministrativa da 20 mila euro. La rateizzazione, chiesta e concessa da un cittadino, per fare sì che il Comune recuperi gli oltre 9 mila euro spesi per radere al suolo uno degli immobili abusivi nei pressi della spiaggia Ripellino e un'ordinanza di ripristino dei luoghi dopo la scoperta, in contrada Colonne-Nicolizia, di lavori di scavo per realizzare tre terrazzamenti. Ordinanza firmata a carico due persone che sono, di recente, rimaste indagate nell'ambito dell'inchiesta antimafia "Assedio". Il tutto mentre le ruspe si sono spostate da Torre di Gaffe alla zona della Rocca. A Licata, tornata negli ultimi giorni alla ribalta nazionale dopo il servizio de "Le Iene", la lotta all'abusivismo edilizio non s'è, stando alle carte del Comune, fermata. E non lo ha fatto nonostante le tante difficoltà.  

Continuano le demolizioni sulla spiaggia: le ruspe si sposteranno alla Rocca

Le ruspe sono ancora in azione e, secondo quanto è stato riferito dall'ormai ex dirigente dell'Utc: Vincenzo Ortega, fino ad ora sono stati rasi al suolo ben 187 opere abusive. Intanto, si va avanti appunto su "fronti" diversi. Di recente, ad alcuni comproprietari di un immobile - contrassegnato dal bollino "abuvismo" - è stata elevata una sanzione da 20 mila euro che dovrà essere onorata entro 90 giorni. Contestualmente è stata firmata una nuova ingiunzione alla demolizione.

I controlli dei mesi passati hanno invece permesso di scoprire, in contrada Colonne-Nicolizia, dei terrazzamenti realizzati abusivamente: uno da 580 metri quadrati, il secondo da 330 e l'ultimo da 380 metri quadrati. In quella zona, nei pressi della strada comunale Licata-Pisciotto, vige il vincolo dell'inedificabilità assoluta perché si trova a 150 metri dalla battigia. E' stata, negli ultimi giorni, firmata un'ordinanza di ripristino delle opere abusive. Ordinanza che riguarda Raimondo Semprevivo e Angelo Occhipinti, rimasti indagati nell'inchiesta antimafia denominata "Assedio". Scriveva il gip del tribunale di Palermo Fabio Pilato, nell'ordinanza di custodia cautelare eseguita lo scorso luglio dai carabinieri: "In data 26 maggio 2018, la polizia giudiziaria ha proceduto al sequestro di un terreno di proprietà di Semprevivo Raimondo, sul quale questi e Occhipinti Angelo stavano realizzando un lido balneare abusivo con ristorante annesso. Denunciati alla Procura sia il Semprevivo, sia Occhipinti che nell'occasione si era assunto la responsabilità dei lavori illeciti eseguiti. Per risolvere la situazione e tentare di ottenere il dissequestro del terreno, Occhipinti e Semprevivo si sono rivolti allo Scozzari, adoperatosi nel favorirli - ricostruisce il giudice - durante l'istruzione della pratica amministrativa attraverso le conoscenze acquisite dopo la nomina a consigliere comunale".

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Il Municipio di Licata, sempre negli ultimi giorni, dopo aver speso - per realizzare una demolizione di immobile abusivo nei pressi della spiaggia Ripellino - 9.270 euro ha rateizzato, in 12 mesi, il pagamento che dovrà essere fatto dall'ex proprietario dello stabile, ex proprietario che quell'immobile lo aveva ereditato e che chiedeva rate da 250 euro mensili. Il Comune, in considerazione anche della difficile condizione finanziaria dell'ente, ha stabilito rate da 778 euro mensili. 

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