Lezione di legalità, il Pm Vella: "Indispensabili le denunce di uomini di coraggio"

Il sostituto procuratore sulla mafia Agrigentina e Trapanese: "Tutta questa zona occidentale della Sicilia ha legami ancora strettissimi, collegamenti che riguardano anche le istituzioni"

Il sostituto procuratore Salvatore Vella al concorso nazionale Accursio Miraglia

Bisogna avere coraggio. "Ed il coraggio devono averlo tutti: grandi, piccoli, anziani, uomini, donne. E' il coraggio che dovrebbe caratterizzare la nostra vita per cercare di rendere migliore il territorio in cui viviamo". A pronunciare queste parole - lanciando un forte messaggio di legalità a tutti gli studenti che hanno preso parte alla cerimonia finale del concorso nazionale Accursio Miraglia - è stato il sostituto procuratore di Agrigento Salvatore Vella.

"Il mio lavoro ha molto a che fare con il coraggio - ha spiegato Vella - . Io vedo ragazzi, uomini, donne che talvolta prendono delle decisioni coraggiose che ci aiutano a fare il nostro lavoro. Il coraggio ha a che fare con il mio lavoro, con il lavoro di un insegnante, ha a che fare con il lavoro di un sindacalista e sicuramente con la vita di Accursio Miraglia".

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Il coraggio - che si rivela essere sempre determinante - però, talvolta manca. E soprattutto quando si deve collaborare per la lotta alla mafia. "Purtroppo di uomini di coraggio ce ne vorrebbero molti di più in questa provincia di Agrigento - ha ammesso il sostituto procuratore Salvatore Vella - e non soltanto per lottare contro il fenomeno mafioso, ma anche per il contrasto ad una pubblica amministrazione che non fa il proprio lavoro, contro la corruzione. Vi sono una serie di reati in cui senza la denuncia di uomini di coraggio è difficile agire".

Inevitabile, naturalmente, - perché la lotta alla mafia comincia proprio dalla conoscenza reale del fenomeno - il riferimento a Cosa Nostra ed ai rapporti fra le "famiglie" agrigentine e trapanesi ed al latitante Matteo Messina Denaro. "Adesso sappiamo molto di più delle 'famiglie', delle dinamiche, dei mandamenti mafiosi. Sicuramente i processi degli ultimi 20 anni - ha spiegato Vella - hanno dato un grosso contributo. Purtroppo la battaglia non è ancora vinta, ma la situazione è migliorata molto. Io sono arrivato a Sciacca nel 2001 e da allora è cambiato un mondo". E sui collegamenti fra la mafia Agrigentina e quella Trapanese, Vella conferma: "Tutta questa zona occidentale della Sicilia ha collegamenti ancora strettissimi, collegamenti che riguardano anche le istituzioni".

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