Mandorlo in fiore, l'edizione più discussa: proposta una petizione popolare

"Sagra o non sagra? Chiedete agli agrigentini". E' questa l'idea di Carmelo Cantone. Il vicepresidente di "Abba" è pronto a dare la parola alla città

La Sagra del Mandorlo in fiore

Una lettera aperta, da parte del presidente dell'associazione ''Tradizioni popolari", Carmelo Cantone, ma anche una proposta. La 'kermesse' del Mandorlo in fiore è ancora lontana, ma le polemiche stanno dando il via ad una delle edizioni più discusse di sempre. 

Né "festa", né "sagra": si chiamerà semplicemente "Mandorlo in fiore". Un format ridotto, che ha sollevato tante, tantissime polemiche.

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"Ci spiace sinceramente constatare la scomparsa del nome 'Sagra' della storica manifestazione, che quest’anno viene denominata '72esimo mandorlo In Fiore', una via di mezzo tra 72esima Sagra del Mandorlo in Fiore e 62esimo Festival Internazionale del Folklore". Queste le parole di Cantone. vice presidente dell'associazione associazione b&b di  Agrigento, parla chiaro.

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"Riteniamo che non si può cambiare, anche in parte, la denominazione di una manifestazione che quest'anno festeggia il suo 72esimo compleanno, senza consultare la città che ne ha titolarità. E’ errato pensare che il nome 'sagra' sia riduttivo, come se fosse una festa paesana. La sagra è conosciuta in tutto il mondo, fa parte di questa città e non si può cancellare la tradizione popolare; oltretutto chi organizza sappia, che proprio la nostra, è considerata la festa folk più importante d'Europa. Da uomo di marketing ed esperto di folklore - dice Cantone - ritengo poi che il nome di una qualsiasi manifestazione, certo si può cambiare, ma deve assolutamente essere preceduto da una campagna di comunicazione e di 'accompagnamento' adeguata, che qui non c’è stata. Lo scorso anno, seppur in via informale, su questo tema è stata condotta un'indagine conoscitiva tra alcuni esperti di carattere nazionale e i pareri raccolti furono molto discordanti. Sarebbe stato meglio pertanto, 'consultare' il popolo agrigentino, il vero titolare della sagra, e farlo decidere. Come mai, nessuno ha sentito la necessità di fare una sorta di petizione popolare che certamente sarebbe risultata più gradita? Magari in rispetto al concetto che, la Sagra del Mandorlo in Fiore è un 'bene' appartenente alla comunità agrigentina". 

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