"Le esigenze cautelari si sono affievolite", Burgio esce dal carcere dopo un anno e mezzo

Il tribunale concede gli arresti domiciliari all'ex "re dei supermercati", accusato di bancarotta. Intanto il pm chiede la condanna a 2 anni e 6 mesi per omicidio colposo

Giuseppe Burgio dopo l'arresto

“Le esigenze cautelari, in considerazione del decorso del tempo e dell’avanzata fase dibattimentale in corso, sono da ritenersi affievolite”. I giudici della seconda sezione penale, presieduta da Luisa Turco, dopo poco meno di un anno e mezzo di detenzione in carcere, hanno concesso gli arresti domiciliari all’imprenditore Giuseppe Burgio, 54 anni, accusato di avere provocato una bancarotta per decine di milioni di euro che avrebbe fatto sparire dalle aziende del suo gruppo che operava nel settore della distribuzione alimentare.

Il tribunale, davanti al quale si celebra il processo, ha accolto la richiesta del suo difensore, l’avvocato Carmelita Danile, che chiedeva un’attenuazione della misura cautelare per l’ex “re dei supermercati” della provincia di Agrigento che, al processo, si sta difendendo respingendo le accuse anche in prima persona prendendo spesso la parola per rendere dichiarazioni spontanee. La notifica del provvedimento è stata effettuata ieri pomeriggio, quando Burgio si trovava in tribunale, accompagnato dalla polizia penitenziaria, dove era imputato in un altro processo in cui rischia una condanna per omicidio colposo.

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La vicenda giudiziaria scaturisce dalla morte di Giuseppe Milizia, 48 anni, operaio di Porto Empedocle precipitato dal tetto del capannone del centro commerciale Le Rondini, dove stava eseguendo dei lavori di pulizia delle grondaie. L’incidente si è verificato l’11 ottobre del 2015. L’altro imputato è Michele Benedetto Pecorelli, 56 anni, ex dipendente di Burgio che avrebbe gestito il negozio, sostiene l’accusa, su incarico dell’impreditore. Il pm Manuela Cellura ha chiesto per entrambi la condanna a 2 anni e 6 mesi di reclusione. L’avvocato di parte civile Tanja Castronovo, che difende i familiari della vittima, illustrerà la sua arringa il 5 aprile e poi toccherà alla difesa.

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