Manutenzione straordinaria alla Valle, al via i lavori nell'area archeologica

La prima manutenzione programmata riguardò il quartiere Ellenistico-romano passando poi, appunto, al tempio della Concordia

foto archivio

La tomba di Terone - che fu tiranno di Agrigento per circa 15 anni - è stata circondata da una imponente impalcatura. Ai suoi piedi, l'area da cantiere è stata completamente sbarrata da transenne e cartelli. La manutenzione programmata - indirizzata alla conservazione del patrimonio archeologico - procede spedita ed è arrivata, già, alla sua terza fase. Dopo l'aggiudicazione dei lavori alla ditta "Elcal" di Favara - che ha offerto un ribasso del 21,82 per cento sull'importo a base d'asta, corrispondente ad un'offerta economica di 201.984,17 euro, - il cantiere di manutenzione è stato aperto al tempio di Ercole e sempre in questa "tornata" si effettuerà la manutenzione del tempio di Vulcano.

Ma negli anni precedenti sono stati eseguiti interventi di manutenzione programmata anche sui templi della Concordia e di Giunone. "Si tratta di lavori che costituiscono un nuovo approccio alla problematica della conservazione dei monumenti archeologici della Valle - aveva già scritto il Parco - . E' necessario porsi in un'ottica diversa da quella fino ad oggi adottata: non dobbiamo più restaurare come opera di necessità, ma intervenire gradualmente e costantemente con un'ordinaria opera di manutenzione che tenda, con piccoli interventi, a preservare nel tempo i monumenti della Valle».

La prima manutenzione programmata riguardò il quartiere Ellenistico-romano passando poi, appunto, al tempio della Concordia. Lo scorso gennaio, poi, gli operai della ditta specializzata hanno lavorato sul tempio di Ercole. In quest'ottica di manutenzione, il Parco archeologico ha stilato un piano di interventi: un ponderato elenco di operazioni di restauro prioritarie ed inderogabili.

Già all'inizio dell' estate del 2015, quando, per la prima volta, si decise di operare con le manutenzioni programmate, il direttore del Parco archeologico Giuseppe Parello era stato chiaro. E dopo due anni e mezzo, la prospettiva non cambia. Anzi. "L'iniziativa prevede l'analisi sistematica delle condizioni attuali dei Templi e di tutto il patrimonio del Parco archeologico. Effettuato il monitoraggio sulle condizioni attuali vengono messi a punto gli interventi necessari. L'obiettivo è non arrivare ad un deterioramento tale dei beni da essere necessario, indispensabile, un restauro. Perché il restauro ha un costo elevato, mentre il chek up, fatto in maniera sistematica, e gli interventi tampone hanno costi ridimensionati". "La proporzione - aveva spiegato chiaramente il direttore del Parco archeologico Giuseppe Parello - è di uno a dieci. Uno per gli interventi tampone. Dieci per il restauro". I precedenti appalti erano stati di 277.699,41 euro e di 327.948,34 euro. Adesso, appunto, la nuova gara d'appalto sarà da 299.998 euro. L'ultimo restauro - un vero e proprio restauro - delle colonne doriche di Agrigento risale al 2000 e allora vennero spesi centinaia e centinaia di milioni di lire. Adesso, con questo nuovo modo di procedere, si mira ad evitare altre spese così esorbitanti.

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Con il monitoraggio vengono redatte delle schede tecniche per ogni tipo di manufatto. Schede dove viene evidenziato se il tempio non ha bisogno di interventi o se invece ha bisogno di essere consolidato e dove. I templi, del resto, sono esposti agli agenti atmosferici e dunque hanno bisogno di piccoli interventi annuali. "Ogni anno - aveva già annunciato il direttore del Parco - metteremo nel bilancio le somme necessarie per gestire questa nuova metodologia di intervento". E di fatto, così si sta facendo. Se una colonna di un tempio, con questa manutenzione programmata, viene consolidata, posizionando della malta, l'intervento viene, poi, inserito nella scheda del tempio. Ma viene anche inserito, sempre nella scheda, anche un dettaglio che non è di poco conto: i tempi di durata del materiale

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