La cricca di Lampedusa, De Rubeis in aula: "Giancone mi diede dei soldi"

L'ex sindaco, in carcere per precedenti vicende di tangenti, per la prima volta fa ammissioni: "Presi 4.000 euro dal responsabile del Suap"

Bernardino De Rubeis

"In cambio della nomina dell'architetto Gioacchino Giancone a responsabile dei Lavori pubblici dell'isola ho ricevuto dei soldi, circa 4 mila euro".

Colpo di scena al processo alla cosiddetta "cricca" del Comune di Lampedusa che avrebbe gestito un articolato sistema tangentizio legato ad alcuni lavori pubblici. L'ex sindaco Bernardino De Rubeis, attualmente in carcere per scontare una precedente condanna per tangenti, ha reso dichiarazioni spontanee e ha ammesso di avere preso dei soldi dall'allora responsabile del Suap.

Un'ammissione che, al tempo stesso, viene fatta per smentire la tesi del pm secondo cui avrebbe fatto parte, con ruoli direttivi, dell'associazione a delinquere. "Mi ha dato solo 4 mila euro e due camicie, lo dicono anche nelle intercettazioni che mi accontento di poco". 

Il pm: "Un'organizzazione criminale al vertice del Comune, chieste condanne fino a 17 anni"

Il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, nei suoi confronti ha chiesto la condanna a 12 anni. Le accuse contestate sono di associazione a delinquere, corruzione, concussione e svariati reati di truffa, falso e abuso di ufficio.

La "Lab project" sarebbe stata la "cassaforte" dell'associazione, della quale avrebbe avuto un ruolo decisivo l'ingegnere Giuseppe Gabriele, all'epoca, fra il 2008 e il 2011, quando De Rubeis era sindaco, dirigente dell'Ufficio tecnico comunale. 

Il "regista occulto" della società di progettazione sarebbe stato Giancone.

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