La "Sea Watch3" è ferma davanti Lampedusa in attesa di un accordo diplomatico con l'Ue, niente arresto per il comandante

Il ministro dell'Interno: "Non faccio il giudice quindi ci saranno dei magistrati che stanno esaminando la situazione, mi sembra che i reati siano evidenti"

Le "Sea Watch3" davanti a Lampedusa

E' ancora ferma, a circa mezzo miglio, davanti al porto di Lampedusa la Sea Watch 3 della Ong tedesca, al centro di un  braccio di ferro con il governo italiano. E resta ferma nonostante stanotte sia arrivato, proprio a Lampedusa, un altro barchino con 10 immigrati. La comandante  della nave, Carola Rackete, ieri, ha forzato il divieto di ingresso nelle acque territoriali con l'intenzione di sbarcare a terra i 42 migranti soccorsi al largo della Libia. In prima battuta, stando alle voci circolate, lo sbarco dei migranti era stato rinviato a dopo le 20,30, al momento in cui il molo commerciale era libero dal traghetto di linea. Ma non è arrivata alcuna autorizzazione allo sbarco da parte dell'autorità di pubblica sicurezza. Anzi fino alla tarda serata di ieri, a "Porta a Porta", il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha ribadito il secco "no". 

Non c'è l'autorizzazione allo sbarco, la Sea Watch resta ferma davanti Lampedusa

"Se i carabinieri ti fermano per un controllo, uno cosa fa? Rallenta, spegne la macchina e si ferma. Se, per tre volte, con tanto di paletta, le dicono si fermi, i carabinieri la fermano e la arrestano giustamente. E' quello che è successo in mare - ha spiegato il vice premier - . Non è che in mare la legge sia diversa, se c'è una legge che ti proibisce l'ingresso nelle acque italiane, se i ministri dell'Interno, dei Trasporti e della Difesa ti scrivono il 15 giugno: 'Non entrare nelle acque italiane', se la Guardia di finanza ti dice: 'Non entrare nelle acque italiane' e tu lo fai, in un paese normale cosa succede? Ti arrestano!". "Non autorizzo nessuno sbarco. Non faccio il giudice quindi ci saranno dei magistrati che stanno esaminando la situazione, mi sembra che i reati siano evidenti. C'è un paese europeo, che è l'Olanda, che se ne frega; c'è un altro paese europeo, la Germania, che se ne frega. C'è l'Unione Europea che, come al solito, dorme, non vedo perché l'Italia deve farsi carico di questa situazione. Andando a riguardare i dati gli anni passati, all'agosto del 2016, 13 mila sbarchi in 4 giorni, Lampedusa nel caos. Quest'anno, dal primo gennaio ad oggi, - dice Salvini - e sono 6 mesi, siamo a 2 mila. Se una nave italiana, con equipaggio italiano, fosse davanti agli Stati Uniti o all'Australia, dicendo: 'Voglio entrare'. La nave che fine fa? Quanti minuti dura quella nave lì? Perché son paese civili".

Caso Sea Watch, Salvini: "Una carovana del Pd va in vacanza a Lampedusa"

Salvini ha ribadito che dei migranti "devono farsi carico Olanda e Germania". "Se non fosse così, ho già detto che l'Italia è pronta a disubidire alla norma europea che prevede di identificare tutti gli immigrati che entrano in un Paese. Se ci lasciano soli anche questa volta, io non identifico più nessuno. In modo tale che chiunque arriva in Italia, poi sia libero di andare dove vuole. Anche perché quando il problema è nostro è solo nostro, quando il problema è degli altri è nostro lo stesso. La pazienza ha un limite. Ricordo che, da quella nave abbiamo fatto sbarcare dnnne incinte, malati e neonati. 

IL VIDEO. La Guardia di finanza a bordo della Sea Watch, il capitano: "Spero possano fare scendere i migranti"

La nave della Ong, intanto, resta ancora ferma. Le soluzioni possibili, scartando ovviamente l'ipotesi che la Sea Watch si allontani da Lampedusa alla ricerca di un porto diverso, sono al momento due: quella prospettata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini: un accordo 'diplomatico' con l'Ue per la ridistribuzione dei 42 migranti che coinvolga Olanda e Germania, o un provvedimento di sequestro della polizia giudiziaria o dell'autorità giudiziaria che, come già avvenuto proprio per la Sea Watch ma anche per la nave di Mediterranea Saving Humans 'Mare Ionio', consentirebbe di far arrivare l'imbarcazione in porto e far scendere i migranti.

Parte la raccolta fondi per pagare le spese legali della nave: donati oltre 60mila euro

Al momento però non è stata formalizzata alcuna denuncia né nei confronti della capitana Carola Rackete che rischia oltre alla contestazione di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina anche quella di mancato rispetto dell'ordine di arrestare l'imbarcazione da parte di una nave da guerra come già successe per comandante e capo missione della Mare Ionio. L'indicazione, a quanto pare, sarebbe quella di attendere che la situazione si sblocchi per via diplomatica.

Non dovrebbe scattare l'arresto per la comandante: dal punto di vista penale, viene fatto notare, la situazione è identica a quelle precedenti che hanno coinvolto sia la Sea Watch sia la Mare Ionio e in nessuno di quei casi sono stati presi provvedimenti analoghi.

sea watch, porta a porta-3

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