Processo alla "cricca" di Lampedusa, De Rubeis rinuncia e resta in carcere

All'indomani dell'arresto l'ex sindaco non si presenta all'udienza del processo in cui è accusato di essere stato a capo di una "banda" che incassava tangenti in cambio di favori di varia natura

Bernardino De Rubeis

L’attesa era tutta per l’ex sindaco Bernardino De Rubeis che, nove anni dopo l’arresto per concussione, è tornato in carcere per scontare la condanna definitiva a 6 anni e 9 mesi costituendosi spontaneamente, dopo averne dato ampio annuncio su facebook, al carcere Petrusa.

Al processo alla cosiddetta “cricca dell’isola”, di cui l’ex sindaco sarebbe stato uno dei principali componenti, gestendo lavori pubblici e appalti in maniera illegittima in cambio di tangenti, non si era mai visto ed è stato così anche ieri. All’indomani dal suo primo giorno di condannato, De Rubeis non era più “libero assente” ma “detenuto per altra causa”: il problema, però, non si è posto perché è stato lui stesso a rinunciare a farsi accompagnare dalla polizia penitenziaria ed è rimasto in carcere dove sconterà una lunga condanna per due ipotesi di concussione. Ieri, davanti al collegio di giudici presieduto da Giuseppe Miceli, sono stati ascoltati invece diversi testi della difesa.

Nonostante, all’udienza precedente, per molti era stato disposto l’accompagnamento coattivo, ieri non erano presenti tutti perché qualcuno ha presentato un certificato medico per giustificare l’impossibilità a presenziare. Fra i presenti c’era, invece, il presidente del consorzio universitario Pietro Busetta, citato dalla difesa per ricostruire l’iter di un’operazione immobiliare (realizzata su un terreno che in passato apparteneva alla sua famiglia) che sarebbe stata fatta da alcuni imputati. 

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