Londra parla agrigentino, Gero Argento: "Non mi sono arreso, adesso vi presento 'Mbare'"

Da addetto alle pulizie di un rinomato hotel della capitale fino a realizzare un grande sogno. Il nostro volto della settimana è un 32enne che ha portato nel Regno Unito i sapori della cucina di Porto Empedocle

Sei un imprenditore, uno studente, un pizzaiolo o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie. 

Se i sacrifici avessero dei volti, sicuramente Gero, il 32enne di Porto Empedocle, saprebbe descriverli a memoria. Una città marinara che si conosce a memoria, la speranza di crescere in quelle vie che oramai senti tue, l’amore per la propria terra non basta quando il lavoro non c’è. Così, un giorno, senza pensarci troppo – per paura di pentirti – prendi un pullman che ti porta dritto in aeroporto, così scegli di andare via. L’odore del mare è lontano, così come il calore del sole. Londra è la meta che Gero Argento ha scelto. Da addetto alle pulizie fino ad arrivare, a mani nude, ad essere titolare di un locale. Un bistrot italiano con un nome catanese: Mbare. Un sogno che si realizza, ed una gavetta vera e faticosa.

Ciao Gero, raccontaci la tua storia

“Sono Gero ho 32 anni e dopo tanti sacrifici sono riuscito ad aprire con un mio amico, Cosimo, un ristorante Italiano chiamato “Mbare”. Il mio locale si trova a Clapham Common una zona al sud di Londra. Come tutti sanno, “Mbare”, deriva dal dialetto catanese, per chiamare in maniera informale un migliore amico, o compare. Mbare; racchiude anche un concetto della famiglia, fratellanza e rispetto. Valori, che purtroppo, con il passare degli anni sembrano svanire  nelle  famiglie italiane. Vivo a Londra da sei anni, ri ricordo ancora il mio primo lavoro da cleaner, ovvero persona addetta alle pulizie. Lavoro negli hotel della capitale".

- Perché hai lasciato la tua città?

“E’ stata veramente dura lasciare la mia città perché come tutti siciliani siamo molto legati alle nostre usanze, abitudini e soprattutto alla famiglia. Sono arrivato a un punto della mia vita dove mi sono trovato con le spalle a muro e senza un futuro. Così, un giorno, decisi di partire con la speranza di riuscire a dare una svolta alla mia vita; ma soprattutto  ero stanco di rincorrere la  classica chiamata politica 'favoritismi' per un posto di lavoro".

- Hai un consiglio per i giovani empedoclini?


“Tutti quelli che mi conoscono sanno bene che non sono molto bravo con le parole, ma il consiglio che posso dare a tutti ragazzi come me è  di non arrendersi mai e di pensare sempre in grande perché siamo noi a decidere le sorti del nostro futuro".

- Sogni di tornare?

"Il mio grande sogno sicuramente è quello di tornare al sole e di far stare bene e rendere felice mia moglie. Lei, per me, è una persona speciale. Vorrei davvero rendere felice anche tutte le persone che amo".

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