La cricca di Lampedusa alla sbarra, imprenditore: "Mai avuto richieste di tangenti"

Per la prima volta in aula, dopo l'arresto per concussione, l'ex sindaco Bernardino De Rubeis

Bernardino De Rubeis il giorno del primo arresto

“A Lampedusa ho lavorato per diversi anni, dal 2007 al 2013. Mi sono occupato di diversi lavori in campo edilizio e non ho mai ricevuto alcuna richiesta di denaro né per avere l’appalto né per ricevere i pagamenti”. L’imprenditore Angelo Cucina, citato dall’avvocato Ignazio Valenza, difensore dell’ex dirigente dell’ufficio tecnico Giuseppe Gabriele, smentisce pressioni e richieste illegittime.

Il processo, ormai vicino alla conclusione dell’istruttoria, è quello alla cosiddetta “cricca di Lampedusa” che avrebbe gestito appalti e lavori pubblici in maniera illegittima in cambio di tangenti. Ieri mattina, alla ripresa del processo che si sta celebrando davanti al collegio di giudici della seconda sezione penale, era presente anche l’ex sindaco Bernardino De Rubeis che si è costituito in carcere lo scorso 31 gennaio dopo che la Cassazione ha confermato la condanna a 6 anni e 9 mesi di reclusione per due accuse di concussione ai danni di altrettanti imprenditori costretti a pagare tangenti per sbloccare dei crediti milionari con il Comune.

L’ex sindaco, ritenuto dal pubblico ministero Salvatore Vella, che rappresenta l’accusa al processo, uno dei promotori della presunta organizzazione a delinquere che avrebbe agito indisturbata durante la sua amministrazione, per la prima volta è comparso in aula, accompagnato dagli agenti della polizia penitenziaria. 

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