L'incidente per il Giro d'Italia, è in condizioni stabili il motociclista

L’uomo, residente a Sambuca di Sicilia, è ricoverato all'ospedale "Sant'Elia" di Caltanissetta dove è giunto in elisoccorso. I medici non hanno ancora sciolto la prognosi

Condizioni stabili. Resta in coma farmacologico, gravemente ferito ma in condizioni stabili, il motociclista quarantottenne, L. D. A., che è stato travolto nella mattinata di mercoledì, all'altezza dei bivi per contrada Maddalusa, sul percorso della quinta tappa del “Giro d’Italia”. L’uomo, residente a Sambuca di Sicilia, è ricoverato – fin dalla mattinata di mercoledì - all'ospedale "Sant'Elia" di Caltanissetta dove è giunto in elisoccorso. I medici non hanno ancora sciolto la prognosi. Né potrebbe essere, almeno in questa fase, altrimenti.

Il quarantottenne, dopo il drammatico incidente stradale, non appena giunto all'ospedale di Caltanissetta è stato sottoposto a due delicatissimi interventi. Operazioni, entrambe, realizzate dai medici di Neurochirugia per bloccare la vasta emorragia cerebrale. Il quarantottenne ha riportato anche la frattura di 12 costole. I medici del “Sant’Elia”, di fatto, sono riusciti – e pare proprio che non sia stato semplice – a stabilizzare il quadro clinico dell’uomo.  

La polizia Stradale - delegata dalla Procura, il fascicolo è coordinato dal sostituto Paola Vetro e dall'aggiunto Salvatore Vella – ha continuato, per giorni e giorni, a sentire oltre ai familiari del ferito anche molti amici. Audizioni necessarie per capire a che titolo il quarantottenne fosse, in sella alla motocicletta Bmw Gls, sul percorso della quinta tappa, da Agrigento e Santa Ninfa, del Giro d'Italia.

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Non è stato certamente un motociclista abusivo, né meno che mai ha forzato alcuna transenna – ha tenuto a sottolineare, anche più volte, la polizia Stradale di Agrigento - . I poliziotti e la Procura, di fatto, stanno  continuando a cercare d’appurare chi avesse autorizzato il quarantottenne. Perché questo non risulterebbe essere chiaro. La polizia Stradale è certa, però, che il quarantottenne si trovasse, prima dell’incidente, nell'area di piazza Vittorio Emanuele: quella porzione di territorio dedicato alla partenza della carovana rosa. Area squisitamente riservata agli "addetti ai lavori". 

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