Ipia: cemento depotenziato, intervento di Epifanio Bellini

Quante opere sono state realizzate nello stesso periodo? Quante dalle medesime imprese? Quante si sono approvvigionate dagli stessi impianti di confezionamento del Calcestruzzo?

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Sarebbe proprio il caso di dire che se un episodio genera il sospetto, due danno una quasi certezza. A distanza di appena 3 anni dalla nota vicenda dell’ospedale di Agrigento, esplode una nuova emergenza riguardante un edificio pubblico realizzato con materiali che potrebbero non essere conformi alle Leggi e alle pratiche di buona esecuzione.
 
Le due vicende, sulle quali la magistratura ha il compito d’individuare le responsabilità e verso cui nutriamo la massima fiducia, getterebbero una cupa ombra sulle modalità di realizzazione delle opere pubbliche, su cui la classe dirigente locale ma anche regionale e nazionale deve interrogarsi per prevenire le tragedie che potrebbero verificarsi se considerassimo il problema episodico e isolato. 
 
Quante opere sono state realizzate nello stesso periodo? Quante dalle medesime imprese? Quante si sono approvvigionate dagli stessi impianti di confezionamento del Calcestruzzo? 
 
A queste domande, non la magistratura, ma la politica dovrebbe fornire la risposta e darci rassicurazioni attraverso gli strumenti che la Protezione Civile mette a disposizione, avviando una puntuale ricognizione dello stato di salute delle opere pubbliche sul territorio al fine di accertarne la tenuta rispetto ad eventi sismici potenzialmente catastrofici.
 
Non sembra superfluo chiedere tra le altre cose lumi sullo stato complessivo dell’edilizia scolastica comunale e provinciale per sapere quanti Istituti scolastici siano ancora sprovvisti di Certificati d’Idoneità sismica e/o con impianti elettrici e antincendio non adeguati o addirittura mancanti.
 
In ultimo questo Direttivo intende esprimere il proprio sostegno e la propria vicinanza a tutta la popolazione studentesca e alle rispettive famiglie per i gravosi disagi che la vicenda comporterà sul piano logistico, ma soprattutto per la conseguenti difficoltà sul piano didattico che la loro formazione subirà non potendo usufruire dei laboratori specializzati (eccellenze del sistema scolastico provinciale) se non si trovasse il modo di spostarli.
 
Alle Istituzioni e a tutta la classe politica l’invito ad attivarsi secondo le loro possibilità per tentare di fornire soluzioni che non mortifichino ulteriormente il diritto allo studio degli studenti e a provvedere al più presto alle opere di messa in sicurezza eventualmente necessarie per far tornare alla normalità la situazione.
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