Fusione Cammarata-San Giovanni, Giambrone: "Parola al referendum, non tutti sono d'accordo"

Il primo cittadino cammaratese: "Siamo fratelli, ma credo che ognuno debba mantenere la propria identità"

foto archivio

“Parlando da semplice cittadino, sono convinto che la fusione non possa fare bene, l’unione si”. Parla così il sindaco di Cammarata, Vincenzo Giambrone, per quella che potrebbe essere una nuova esperienza: la fusione tra Cammarata e San Giovanni Gemini. Un progetto avviato nel 2011 e che adesso sembra ad un passo dalla storica decisione: via, al referendum.

Signor sindaco, cosa ne pensa del progetto di fusione fra San Giovanni Gemini e Cammarata?

“Abbiamo parlato tanto, mettendo sul piatto sia gli aspetti negativi che positivi. I cittadini vanno informati bene. In Sicilia non ci sono precedenti di questo genere, i benefici economici non sono di certo sicuri”.

Si parla di opportunità e di vantaggi. Quali sono?

“Ritengo che si debba agire con cautela. Ovviamente, con una fusione potrebbe essere il Comune più popolato, si potrebbe risparmiare avendo soltanto un’unica amministrazione. Ma chi ne ha certezza? Come agiremo con tutti i precari? Bisogna valutare bene.

Ma i suoi concittadini cosa ne pensano?

I miei concittadini, ammetto, sono preoccupati. Noi ad esempio a Cammarata abbiamo l’acqua pubblica, con la fusione non sarebbe più così. Sono certo che molti cammaratesi voteranno di no, i nostri ‘fratelli’ di San Giovanni, credo siano più propensi. Io, sono pro unione, per la fusione dobbiamo pensarci bene. Io non farò nessuna campagna di convincimento, la gente deve decidere per sé.

Fondendo Cammarata e San Giovanni Gemini, la nuova realtà comunale quanti abitanti avrebbe?

Saremo intorno ai 15mila, essendo un grande Comune dei Monti Sicani. Questo è un aspetto importante. San Giovanni è abitata anche da cammaratesi e viceversa, ci sentiamo spesso un unico comune.

Qual è l'atmosfera di questo momento?

Pochi giorni fa ho ricevuto una delegazione di cittadini nel mio ufficio. Vivo molto Cammarata, ascolto la gente. Molti sono preoccupati. Ribadisco, l’unione potrebbe fare bene. Con la fusione dovrebbero cambiare tanti aspetti. Cosa succederebbe con le partite iva? La toponomastica? Sono aspetti da non sottovalutare. In tanti sono davvero arrabbiati. Siamo fratelli, ma è giusto che ognuno mantenga la propria identità"

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