Scarichi nel fiume Verdura, scoperta tubatura abusiva di un frantoio

La scoperta è stata fatta dalla polizia provinciale. Anche in questo caso, come precedentemente accaduto per il fiume Naro, a sollevare il problema è stata l'associazione "MareAmico", che pochi giorni fa aveva diffuso delle foto aeree su Facebook

Il presidente D'Orsi mostra le foto scattate durante le indagini

Vita non facile per chi inquina. Dopo il risultato raggiunto dai carabinieri del Reparto operativo e della Sezione investigazioni scientifiche di Agrigento, che hanno scoperto e denunciato i gestori di un frantoio che scaricava i propri residui nel fiume Naro, la polizia provinciale di Agrigento ha scoperto un "nuovo" scarico abusivo in un torrente che confluiva nel fiume Verdura. E anche in questo caso, come precedentemente accaduto per il fiume Naro, a sollevare il problema è stata la delegazione agrigentina dell'associazione ambientalista "MareAmico", che pochi giorni fa aveva diffuso delle foto aeree su Facebook.

Gli agenti del corpo provinciale, diretti dal comandante Vincenzo Giglio, hanno così avviato un'attività di perlustrazione, risalendo il fiume Verdura e scoprendo un pozzetto abusivo che collegava le vasche di un frantoio della zona di Burgio con il torrente Tina, affluente del fiume Verdura. Secondo gli accertamenti eseguiti insieme all'Agenzia regionale per la protezione ambiente, in queste tubature sarebbero stati scaricati i residui del frantoio, che hanno "colorato" di nero il fiume Verdura.
 
I risultati dell'attività investigativa sono stati resi noti stamani, nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche il presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi. "Bisogna ringraziare l'associazione 'MareAmico' e gli uomini del corpo della Polizia provinciale – ha detto D'Orsi - per il lavoro svolto e per la serietà con la quale affrontano questi serissimi problemi. Continueremo i controlli in tutta la provincia, anche grazie alla sinergia con tutte le altre forze dell'ordine".
 
Nelle prossime ore un'informativa dettagliata verrà consegnata nelle mani del procuratore della Repubblica di Sciacca. Intanto l'associazione "MareAmico" ha già comunicato che si costituirà parte civile nel processo a carico dei responsabili dell'inquinamento.
 
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