"Chiamato di notte per soccorrere infartuato, investe e uccide pedone": cardiologo dal gup

Il medico Salvatore Geraci, 36 anni, è accusato di omicidio stradale: la scelta del giudizio abbreviato è stata "congelata"

L'auto del medico imputato

La decisione di chiedere il giudizio abbreviato è stata “congelata” in seguito al cambio del giudice. Il 5 novembre sarà sciolta la riserva e definita la strategia difensiva. Il processo, ripartito davanti al gup Luisa Turco, è quello a carico del cardiologo Salvatore Geraci, 36 anni, accusato di omicidio stradale. La vittima è un quarantacinquenne tunisino, investito dall’auto di Geraci che, il 2 agosto dell'anno scorso, era stato chiamato di notte per soccorrere un paziente infartuato.

La Procura gli contesta di avere superato il limite di velocità di 20 chilometri orari provocando l'impatto col pedone che è rimasto ucciso. Nei confronti del medico, difeso dagli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, è stato chiesto il rinvio a giudizio per l'accusa di omicidio stradale. La vittima, Taoufik lahmar, era stata dimessa da poco dall’ospedale e stava tornando a piedi. La difesa, in un primo momento, quando il processo era stato incardinato davanti al gup Alfonso Malato, aveva chiesto il rito abbreviato a due condizioni: disporre una consulenza tecnica, affidata all'ingegnere Nicolò Vassallo, per ricostruire la dinamica dell'incidente, e acquisire una relazione, redatta dal farmacologo Filippo Drago, per fare piena luce sulle condizioni di salute della vittima che, secondo la difesa, avrebbe potuto soffrire di una patologia che potrebbe averlo portato a compiere un movimento improvviso che avrebbe colto di sorpreso l'automobilista. 

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