"Traffico di beni archeologici", lasciano i domiciliari cinque indagati

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Caltanissetta ha revocato l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari

(foto ARCHIVIO)

Lasciano gli arresti domiciliari cinque dei 23 arrestati nell’operazione "Demetra", condotta dai carabinieri del comando Tutela del Patrimonio Culturale che hanno sgominato un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di beni archeologici.

"Traffico di beni archeologici", 6 agrigentini nei guai 

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Caltanissetta, Salvucci, con il parere favorevole dei pubblici ministeri Spina e Campagnaro, ha revocato - secondo quanto riporta oggi il Giornale di Sicilia - l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, con permesso di andare a lavorare nei confronti di: Francesco Giordano, 71 anni di Campobello di Licata, difeso di fiducia dall’avvocato Salvatore Manganello; Calogero Ninotta, 39 anni di Ravanusa, difeso dall’avvocato Manganello; Luigi Angelo Grifasi, 64 anni di Ravanusa, pure lui difeso dall’avvocato Manganello. Annullata l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Gaetano Romano, 58 anni di Ravanusa difeso dagli avvocati Manganello e Luigi Di Natali e per Matteo Bello, 53 anni, difeso dall’avvocato Ignazio Valenza.

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