Sparatorie e incendi di auto, Patronaggio: "Predomina la logica della vendetta familiare"

Il procuratore capo: "A Palma di Montechiaro, così a Favara e a Licata, si spara per questioni banali. Ogni mattina registriamo il bollettino di mezzi bruciati: 28 in tre mesi nella sola Licata"

Il procuratore capo Luigi Patronaggio

"A Palma di Montechiaro, così a Favara e a Licata, si spara per questioni banali. E per questioni banali si armano 'clan' familiari gli uni contro gli altri". Il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, non ha usato mezzi termini. Durante la conferenza stampa, svoltasi in Procura, sui due arresti per il duplice tentato omicidio della scorsa settimana a Palma di Montechiaro, il procuratore ha sottolineato gli aspetti sociologici e criminologici. 

L'agguato a Palma di Montechiaro, Patronaggio: "Abbiamo fermato una strage" 

"Altre vicende parallele a Palma di Montechiaro hanno lasciato sul campo tre, quattro morti e stiamo lavorando su questi omicidi" - ha ammesso il procuratore capo Patronaggio - .  

LA VIDEO INTERVISTA. Patronaggio: "La svolta grazie alla microspia, abbiamo ascoltato quasi tutto in diretta" 

"L'inchiesta se non fosse stato per la microspia montata dalla Squadra Mobile per altre indagini su un'autovettura 'sensibile' non sarebbe approdata a nulla. Ci muoviamo in un clima di omertà assoluta con fatti gravissimi. E solo perché abbiamo questa microspia riusciamo a ricostruire la vicenda perché sentiamo quello che succede e sentiremo addirittura il colpo di pistola" - ha spiegato Patronaggio - .  

"Per liti familiari si bruciano autovetture. E ogni mattina registriamo un bollettino di autovetture bruciate. A Licata abbiamo, addirittura, dei numeri elevati: in tre mesi 28 macchine bruciate - ha continuato il procuratore capo Luigi Patronaggio - . Il numero delle armi che circolano è impressionante. Voglio ricordare l'arresto effettuato a Palma di Montechiaro, dal commissariato, dove c'è un soggetto preposto a modificare le armi. Non voglio dimenticare il sequestro effettuato dai carabineri perché non c'è soltanto l'attività della polizia di Stato. In questa occasione, ma anche in altre, è stato dimostrato come la presenza capillare sul territorio e le indagini che hanno un filo logico riescano a fare chiarezza. Senza questo tipo di attività, noi dalla cittadinanza avremmo ritorni pari a zero. I 'clan' familiari producono soltanto sequele di morti. E non parlo - ha concluso il procuratore capo Luigi Patronaggio - di 'clan' familiari organicamente legati a strutture mafiose, paramafiose, stiddrare, ma di 'clan' familiari che hanno una logica che è quella della vendetta familiare. Dato che riguarda omicidi, tentati omicidi ma anche fatti che sembrano essere apparentemente meno rilevanti: come gli incendi di autovetture, le aggressioni, le lesioni". 

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