Falsi invalidi, il giudice: "Sembrava un presepe minore, con soffiatori di spirometri e non di zampogne"

In pochi avrebbero immaginato una messinscena così articolata. A finire nella rete degli inquirenti sono stati medici, impiegati dell'Asp, dell'Inps, autisti di ambulanze private e gente comune. Tutti smascherati grazie ad un'indagine intensa, difficile e articolata. Il gip sarcastico: "Figuranti che si accostano con intento mistificatorio alla costruzione dell'apparenza documentale di patologie inesistenti o esagerate nella loro consistenza"

Il passaggio di una mazzetta al Poliambulatorio di Agrigento

Due organizzazioni parallele, entrambe impegnate per truccare le visite e le pensioni di invalidità. C'erano medici che si sostituivano ai pazienti pur di falsare il risultato dei test medici; "procacciatori" di falsi invalidi che intascavano per diversi anni la pensione di altre persone come "prezzo" del servizio fornito; anziani che pur di apparire invalidi si presentavano alle visite mediche chieste dalla Procura con carrozzine, barelle e tutto quello che poteva rendere visivamente precaria la condizione di una persona.

Ma l'indagine della Digos della Questura di Agrigento, iniziata con la guida del vicequestore aggiunto Carlo Mossuto e poi passata nelle mani di Patrizia Pagano, ha smascherato attori, sceneggiatori, comparse e registi: 17 misure cautelari e 101 indagati.  Un'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Andrea Maggioni, che ha attirato a sé l'ammirazione dell'opinione pubblica: dai social network alle discussioni "da bar". Di "falsi invalidi", di favoritismi e di ingiustizie legate alla legge "104" forse si parlava spesso.

VIDEO - Il blitz della polizia per arrestare "La carica delle 104"

Ma in pochi avrebbero immaginato una messinscena così articolata. A finire nella rete degli inquirenti sono stati medici, impiegati dell'Asp, dell'Inps, autisti di ambulanze private e gente comune. Tutti smascherati grazie ad un'indagine intensa, difficile e articolata che ha permesso di scoprire il quadro tragicomico delle finte invalidità. E in questo senso sono significative le parole utilizzate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti, che ha emesso l'ordinanza su richiesta della Procura.

"Come in un presepe minore, - scrive il gip, lasciandosi prendere da un pizzico di sarcasmo - si distenderà nel proscenio una teoria non di musici e pastorelli, ma di figuranti – spesso amici, o amici degli amici – che si accostano con intento mistificatorio alla costruzione dell’apparenza documentale di patologie inesistenti o esagerate nella loro consistenza: gobbi, scoliotici, depressi, a volte persino cerebrolesi; soffiatori di spirometri e non di zampogne; tutti li vedremo sfilare condotti per mano da una corte ammiccante di faccendieri, opportunamente gratificati in denaro, che li avviano agli appuntamenti con i medici compiacenti e talora li accompagnano alla vista delle commissioni mediche chiamate a valutarne lo stato, organi tecnici a composizione collegiale cui in certi casi giunge qualche rivolo del fiume di denaro che tutto muove e tutto corrompe; e che, nella totalità degli altri, assistono distratti al passaggio di quel pietoso tableau vivant; coglieremo l’epifania del meccanismo fraudolento nella dinamica materiale di visite specialistiche che tali però non sono, perché snaturate nei presupposti, nelle modalità e nel fine: da una parte un medico che non fa il medico e dall’altra il paziente sano, cooperanti nel mettere a punto i contenuti spendibili di una certificazione fasulla; sentiremo, nel registro comunicativo, la nota costante del doppio binario: da una parte la premessa o constatazione del vero, dall’altra, per forzatura se non per vera e propria invenzione, la conclusione del falso da attestare; e la callida consapevolezza della distanza che c’è tra l’una e l’altra, sottolineata da reticenze maliziose quando non da esplicite dichiarazioni di condiscendenza e persino di vanto; alzeremo il sipario – meglio dire il siparietto – sui quadri tragicomici in cui l’intento truffaldino dal vivo si declina: sulle posture innaturali suggerite durante gli esami radiografici, sulle tecniche di artefazione degli esami spirometrici, sulla messa in scena di trasporti in ambulanza di soggetti perfettamente sani, sui pagamenti brevi manu di più o meno laute mazzette e sulle relative spartizioni; ed apparirà ben chiaro, scorrendo tra le evidenze che riguardano i singoli casi, come l’agire dei vari figuri sui quali si sono accesi i fari dell’indagine sia un agire coordinato, pianificato, instradato da una consentanea assegnazione di ruoli e dalla definizione di un format operativo che non ammette diversioni; apprezzeremo, insomma, i tratti tipici del vincolo associativo che lega i protagonisti delle vicende qui in esame nei lineamenti di un apparato – anzi due – predisposto alla realizzazione di una serie indeterminata di crimini contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio di enti pubblici".

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