Bruciate le auto di una commessa e di un operaio: è stata una notte di fuoco

Le cause dei due incendi non sono risultate essere immediatamente chiare. I carabinieri hanno già avviato le indagini

(foto ARCHIVIO)

Ancora una notte di fuoco. Questa volta è “toccato” ad una utilitaria – una Fiat Cinquecento, nello specifico, - di proprietà di una commessa ventottenne di Licata e ad un’altra macchina, una Fiat Panda, di proprietà di un operaio sessantenne di Ribera.

Due incendi di auto, verificatisi da una punta all’altra della provincia di Agrigento, sui quali hanno avviato le indagini i carabinieri. Perché, ancora una volta, le cause dei due roghi non sono chiare. Accanto ad entrambe le vetture, i carabinieri non hanno ritrovato nessuna traccia di liquido infiammabile, né taniche o bottiglie sospette: elementi indispensabili per parlare, fin da subito, di una matrice dolosa.

Durante la notte fra lunedì e ieri, a Licata s’è registrato un nuovo incendio auto. A bruciare è stata, appunto, la Fiat Cinquecento di proprietà di una commessa ventottenne. Una utilitaria che era stata lasciata posteggiata in piazzale Martiri delle Foibe. Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco del locale distaccamento e sul posto, una volta scattato l’allarme, si sono precipitati anche i carabinieri. Soltanto quando le fiamme sono state domate dai pompieri, è stato eseguito il sopralluogo di rito. Ieri, per questo rogo, si parlava di “cause ancora in corso d’accertamento”. Stessa ricostruzione fatta, sempre dai carabinieri – ma questa volta della tenenza di Ribera –, per l’incendio della Fiat Panda, di proprietà di un operaio sessantenne, che era stata lasciata posteggiata in largo Kennedy.

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