Sanremo, le parole di Piero Romitelli per Il Volo e Loredana Bertè

Ha un trascorso da cantante, poi ha iniziato a scrivere testi per i migliori musicisti italiani. L'intervista all'autore marchigiano

Il Volo

Sul palco dell’Ariston, per il Festival di Sanremo, sono saliti anche anche Loredana Bertè e Il Volo. Cos’hanno in comune? Lui, Piero Romitelli, autore musicale di Trodica di Morrovalle, che dopo aver centrato il terzo posto come cantante dei “Piquadro” al Sanremo giovani del 2007 torna come scrittore di brani musicali.

Il Volo a Sanremo con "Musica che resta": testo e video 

Per la Bertè, Piero ha creato “Cosa ti aspetti da me” insieme a Gaetano Curreri e Gerardo Pulli. «Questo brano è cucito su di lei e sulla sua anima rock- rivela l’autore- e possiamo dire di essere tornati alla Bertè che tutti conosciamo dopo la sua parentesi fortunata nel duo con i Boomdabash». Il testo parla di un amore tormentato: «Racconta delle aspettative che si hanno in una storia d’amore che però spesso non vengono rispettate e lasciano spazio a una realtà più cruda». Il brano, spiega Romitelli, ha anche qualche influenza di Vasco Rossi. Inevitabile, visto che Gaetano Curreri oltre ad essere il leader degli Stadio ha anche scritto alcuni dei più grandi successi del Blasco. «Loredana, del resto, possiamo definirla una Vasco Rossi al femminile- continua Piero - dà quel peso alle parole che in pochi altri fanno».

Per Il Volo invece, Piero ha scritto “La musica che resta”: «E’ sempre un testo d’amore, pensato insieme a Emilio Munda e Antonello Carozza, e c’è stato un intervento anche di Gianna Nannini che ha fatto un miglioramento. A differenza della Bertè per loro abbiamo scritto un brano che rispecchia la spensieratezza di un amore non ancora tormentato. Musicalmente parliamo di una fusione di opera, pop e rock». Il brano sarà tradotto anche in inglese e spagnolo: «Abbiamo usato parole di non difficile traduzione e uno degli aspetti difficili è stato proprio questo. Avevo già fatto lo stesso lavoro per un brano di Marco Mengoni ma è la prima volta che mi cimento in un contesto di così grande risonanza». 

La penna di Piero ha già scritto brani per Raf, Dolcenera, Noemi, Nina Zilli e Chiara Galiazzo. Tra le canzoni che portano la sua firma c’è “Mohammed Alì” scritta per Marco Mengoni oltre a “Universale” cantata da Benji & Fede e “Domani è un altro film” interpretata dai Dear Jack. Piero ha già partecipato a Sanremo nel 2015 con il testo “Il mondo Esplode”, cantato dai Dear Jack, e prima di diventare autore è stato interprete lui stesso. Ha partecipato all’edizione di Amici del 2005 per poi andare a podio due anni dopo con il duo Piquadro al Sanremo giovani. Sempre con i Piquadro ha realizzato la sigla di Hig School Musical 2: «Sì, di soddisfazioni me ne sono tolte, un giorno però ho deciso di scrivere cose mie perché quello che cantavo non mi rispecchiava più. Ho pensato quindi di scrivere per artisti con un trascorso discografico importante e quello che è nato per gioco ora  è diventata la mia professione». L’approdo a Sanremo come autore è frutto di una escalation e per Piero Romitelli galeotta fu Valeria, sua sorella. «Partecipò ad Amici nel 2011 cantando un mio brano, “Il gusto del caffè”, quella fu la prima canzone non cantata da me. Ebbe una risonanza mediatica importante e questo mi permise di allacciare incontri e contatti con case discografiche». Oggi Piero è autore in esclusiva per la Sony/ATV, tra le persone che lo hanno aiutato a lanciarsi c’è l’organizzatore di eventi Marco Zingaretti: «Nell’anconetano è stata l’unica persona che mi ha dato delle opportunità, è stato lui a farmi fare il primo concerto dopo “Amici” ed è nata un’amicizia che è cresciuta sempre di più». Al centro dell’arte di Piero ci sono ancora le sue Marche, che lo ispirano ma spesso non lo comprendono: «Non ci sono le opportunità che avrei a Milano in termini di rapporti artistici, ma preferisco restare qui perché c’è una qualità della vita migliore e ho tutti gli affetti di cui ho bisogno. Va detto però che qui quello che faccio non viene visto come un lavoro a tuti gli effetti- spiega Piero- alcuni mi chiedono cosa faccio nella vita, rispondo che scrivo canzoni e mi rispondono ‘si, ma di lavoro cosa fai?’. Io lavoro 10 ore al giorno, lo stipendio lo porto a casa e ho anche la fortuna di gestire il tempo come voglio». 

(Gino Bove - Ancona Today)

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