Il manifesto contro l'aborto rimosso a Roma "rispunta" nell'Agrigentino

Il volantino ritrae un feto a undici settimane, affisso a spese di un operatore culturale di Grotte

E’ riapparso a Grotte il manifesto "pro vita", che il 4 aprile scorso, in meno di 24 ore, il sindaco di Roma Virginia Raggi, aveva fatto rimuovere dal muro del palazzo di via Gregorio VII a Roma dove regolarmente l’associazione ProVita aveva affisso un maxi manifesto di sette metri per undici a 40 anni dalla legge sull'aborto, riportante l’immagine di una vita a 11 settimane nel grembo materno.

A farlo riapparire nella piccola cittadina della provincia di Agrigento, è stato il giovane poeta e noto operatore culturale grottese Gero Miceli, che ha voluto dare invece visibilità alla campagna pro-life.

"Oggi - scrive sul suo profilo facebook - con fierezza il manifesto censurato a Roma è riapparso a Grotte, in difesa della vita e della libertà di pensiero e di espressione. Ho voluto dare un segnale piccolo ma allo stesso tempo forte, in risposta alla decisione oscurantista della Cirinnà e dell'Amministrazione comunale romana. I manifesti sono stati stampati e affissi regolarmente a mie spese perché da cittadino ho sentito necessario dare un contributo in opposizione alla censura di Roma".

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