Una finestra aperta sulla Tour Eiffel, l'agrigentina Giulia Russo: "Sono una junior advisor"

Il nostro volto, femminile, della settimana è una 26enne ambiziosa e tanto determinata

Giulia Russo

Sei un imprenditore, uno studente, un pizzaiolo o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Sei un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie.

Un sogno grande, una nuova città e la malinconia di casa che è diventa quasi una seconda pelle. L’ambizione di andare via, la perseveranza di rimanerci e la voglia matta di provare a realizzare tutti quanti i propri sogni. Il volto, femminile, di questa settimana è la 26enne, Giulia Russo. Parigi non è Agrigento, ed Agrigento non è Parigi. Una città grande con ritmi frenetici e nuove, la malinconia di casa, del mare e delle panelle. Giulia Russo ha deciso di raccontare la sua storia.  

Ciao Giulia, raccontaci la tua storia

"Ciao, mi chiamo Giulia Russo, ho 26 anni e abito a Parigi da poco più di un anno. Al momento lavoro per la Uic (International Union of Railways) come junior Advisor Rolling Stock. Ho lasciato Agrigento 8 anni fa per seguire il desiderio di studiare ingegneria. Così ho vissuto prima a Messina e poi a Roma, raggiungendo l’obiettivo di laurearmi in ingegneria meccanica a maggio del 2018.  Dopo pochi mesi mi è stata offerta la possibilità di partire per Parigi per lavorare a contatto con persone provenienti da tutto il mondo, un’occasione che ho colto al volo.

- Ti manca la tua città?

"Col tempo mi sono abituata a Parigi, alla sua bellezza, al suo ritmo frenetico e alle comodità che offre. Tuttavia ci sono giorni in cui provo forte nostalgia di casa. Impossibile non pensare al mare, al calore della gente ed al cibo tipico. Sono cose che si danno per scontate purtroppo e che si apprezzano di più quando si va via".


- Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

"Il mio consiglio è di non lasciarsi sfuggire la possibilità di fare nuove esperienze viaggiando. Confrontarsi con una cultura diversa non può far altro che arricchire ed andando via, anche solo per un breve periodo, si è spinti a crescere e a diventare indipendenti".


- Cosa cambieresti di Agrigento?

"Agrigento è una città ricca di storia e piena di bellezze, potrebbe splendere come tante altre città europee bisognerebbe solo prendersene cura tutti". 


- Sogni di tornare?

"Mi piacerebbe tornare in futuro, ma solo se e quando potrò donare io qualcosa alla città, contribuendo magari a creare nuove opportunità per i giovani. Covo il desiderio che i ragazzi delle prossime generazioni vadano via solo per spirito d’avventura e non perché pensano che la Sicilia non abbia nulla da potergli offrire". 
 

- Come immagini il tuo futuro?

"Immagino di fare carriera magari anche un dottorato, qua a Parigi o in Italia, in entrambi i casi immagino di passare ogni vacanza ad Agrigento, rivedere così gli amici di infanzia, mangiare panelle e godermi il mare".

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