"Minacce ai miei dipendenti? Erano raccomandati e hanno avuto privilegi": la verità in aula di Moncada

L'imprenditore "re dell'eolico", accusato di violenza privata, si difende: "Non ho costretto nessuno a cambiare sede lavorativa; anzi hanno avuto un trattamento di favore perchè segnalati da alcuni politici, fra cui il sindaco"

Salvatore Moncada

“I tre lavoratori che mi hanno denunciato sono dei privilegiati, sono stati assunti perché segnalati da alcuni politici e riassunti in un’altra azienda con stipendio superiore e mansioni meno gravose sempre perché le persone che me le avevano segnalate, fra cui l’attuale sindaco di Agrigento Calogero Firetto, hanno insistito dopo il licenziamento perché trovassi una soluzione”.

L’imprenditore Salvatore Moncada, il “re dell’eolico”, come fu soprannominato una quindicina di anni fa, si difende e passa al contrattacco. L’uomo di affari, titolare di aziende sparse in mezzo mondo che si occupano di produzione di energia alternativa, è imputato, davanti al giudice Katia La Barbera, di violenza privata perché avrebbe costretto tre dipendenti, assunti con le mansioni di addetti alla sicurezza, ad accettare il trasferimento da una società all’altra spostando anche la sede lavorativa da Porto Empedocle a Campofranco. Ma la sua verità è del tutto diversa. “Non ho minacciato nessuno - ha detto rispondendo al suo difensore, l’avvocato Marco Giglio -, peraltro non ce ne sarebbe stato bisogno perché il licenziamento è un atto unilaterale che non richiede alcuna trattativa". 

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