Giardini inesistenti e macerie dimenticate ad Agrigento

Degrado e sporcizia. Eppure si costruisce e si investono i soldi

Giardini inesistenti e macerie dimenticate ad Agrigento
Fontanelle. Quasi noioso ripetere i problemi della zona. L'assenza di un piano urbanistico dignitoso, il manto stradale in pessime condizioni su gran parte del territorio, dal viale dell'Unità, al viale Sicilia, passando per le strade interne. Palazzi che sorgono come i funghi. Altri, che il tempo ha divorato, iniziano a scorticarsi, e cadono pezzi di intonaco. Ad alcuni si rifà il prospetto esterno. Il colore rosa sembra quello più in voga, perchè tanto il buon gusto è un aspetto trascurabile.

Un quartiere che vivacchia e cresce senza che ci si curi della conformità con la natura. Dall'architettura dei palazzi che non rispettano il paesaggio circostante, all'organizzazione e regolamentazione degli inesistenti spazi pubblici, che non rispettano invece la natura degli uomini, i quali vivono si in appartamenti, ma ai quali si dovrebbe garantire per diritto di poter vivere parte della giornata all'esterno, in spazi puliti e dignitosi. Non servono grandi opere, si sa, di soldi ce ne sono pochi, ma soltanto la pulizia e la cura degli spazi che si trovano sotto questi palazzi, dove le mamme possono passeggiare con i loro piccoli, i ragazzini, finiti i compiti incontrarsi e giocare e dove gli anziani possono chiacchierare.

Il verde pubblico è nell'incuria più totale a Fontanelle. Pochi e malconci gli spazi pubblici. Villa Robert Baden Powell, ad esempio. Per intenderci il giardinetto pubblico sul viale Sicilia, appena dopo il centro "Primavera", sulla destra. Inaugurato nel 2008, porta la targa in memoria del fondatore dello scoutismo e la firma del comune di Agrigento. Adesso è nel degrado più assoluto. Eppure una scaletta collega il giardinetto con il plesso delle scuole del quartiere. Ma i bambini, superfluo dirlo, non possono andare a giocare all'aperto. Le erbacce alte, i giochini rotti e arrugginiti. Spazzatura portata dal vento e dai cani randagi, ovunque.

Stessa sorte per la villetta in piazzetta Rosario Livatino, sempre a Fontanelle, sempre nei pressi del viale Sicilia. A fianco a quello che era un giardinetto, c'è un campetto in cemento armato, di basket si direbbe, ma difficile dirlo con certezza. I canestri non ci sono, non c'è niente. Solo erba nei lati e una rete rotta a fare da recinto. Assolutamente uno spazio inutile e poco igienico attualmente. Eppure basta voltarsi a destra per vedere tra le case popolari e le cooperative, un'enorme piazza, in cemento e intonaco bianco. Il verde non c'è. Solo questa superficie bianca come "u' merculi in mezzu a' simana".

"I lavori sono iniziati 3 anni fa -
ci spiega una signora che vive nella zona - ma sono fermi da dicembre". La nuova piazzetta è ancora recintata sebbene sembri essere finita, e tutt'intorno il fango e i "rimasugli" dei lavori degli operai, le transenne e la rete rossa sono lì da quasi un anno. Risulato: la gente che si affaccia dalle proprie abitazioni ha davanti questo spettacolo. Da una parte il degrado dei giardini abbandonati e accanto uno spazio irregolare bianco, vuoto, inutile e per di più incompleto costato chissà quanto. "Hanno lasciato tutto così - dice un signore a passeggio con il cane sotto casa sua - la mattina non si sente il rumore dei lavori. Ci hanno pure rotto qualche tubo dell'acqua e qui c'è sempre questa pozzanghera di fango". 

Ad Agrigento, zone di serie A e zone di serie B, verrebbe da dire. Eppure anche in centro si trovano spazi abbandonati a se stessi. Un esempio è Villa Lizzi. La frana che nel marzo 2009 ha provocato il cedimento di parte della strada di via Giovanni XXIII, si è riversata sulla villetta. Da marzo a oggi è rimasta in quel modo, forse con qualche maceria in meno, ma ugualmente inaccessibile.

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