Omicidio Maccarrone, Gianni Melluso in aula: nuove rivelazioni

L'uomo è stato condannato dalla Corte di Assise di Trapani, all’ergastolo

Torna in aula Giuseppe D’Assaro, l’uomo che si è accusato del delitto di Sabine Maccarrone, ma indicando Gianni Melluso come mandante. Secondo quanto fa sapere l’edizione odierna del Giornale di Sicilia, le accuse imputate a l’uomo avrebbero “mille contraddizioni”.

Questo è quello che rivelato la difesa del saccense. Melluso è stato condannato dalla Corte di Assise di Trapani, all’ergastolo. Adesso è in corso il secondo grado di giudizio, dinnanzi alla corte d’Assise d’Appello di Palermo.  

“Melluso gli aveva parlato di questo fatto già nel 2005, ma allora il mio cliente neppure conosceva la ragazza – afferma l’avvocato Carmelo Carrara, che, assieme al collega Antonino Caleca, difende Melluso – mentre in precedenza aveva detto che Melluso gli aveva parlato di questo a Sciacca. Melluso ha conosciuto la ragazza nel 2006. D’Assaro ha detto ancora che lui l’ha strangolata, mentre è emerso – afferma l’avvocato Carrara - che la ragazza ha subito un colpo in testa”. Si tornerà in aula il 23 gennaio 2019 per la requisitoria del procuratore generale.

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