Fusione San Giovanni Gemini-Cammarata, verso il referendum: decideranno i cittadini

Il via libera al progetto di fusione è stato dato dai rispettivi Consigli comunali dei due paesi agrigentini

Uno scorcio di Cammarata

Uno finisce dove inizia l'altro. Di fatto San Giovanni Gemini e Cammarata sono una cosa sola, ma non ancora dal punto di vista amministrativo. Adesso i cittadini avranno la possibilità di scegliere se diventare un solo Comune, attraverso un referendum.

Via libera dai Consigli comunali

Il via libera al progetto di fusione è stato dato dai rispettivi Consigli comunali dei due Comuni agrigentini. Come prevede la legge regionale 30 del 2000 (che per la prima volta si avvia ad essere applicata) ha inizio, in questo modo, il complesso iter amministrativo che condurrà al referendum consultivo. 

Panepinto: "Decidano i cittadini"

Parla di un'opportunità anche economica, il sindaco di San Giovanni Gemini, Carmelo Panepinto. "Contributi materiali e sgravi fiscali. Quindi vantaggi economici reali - ha detto - . Si parla tanto di globalizzazione, ecco in questo caso sarebbe una vera e propria, totale, integrazione. A fronte dei vantaggi garantiti dalla norma ci potranno anche essere delle difficoltà. Il mio dovere è quello di mettere sul piatto le opportunità, ma la decisione, essendo un momento che impegna tutti coloro che devono adottarla, anche moralmente, deve essere presa dalla popolazione".

Giambrone: "Non tutti sono d'accordo"

D'accordo anche il primo cittadino di Cammarata, Vincenzo Giambrone, che però invita alla cautela. "Ovviamente, con una fusione potrebbe essere il Comune più popolato, si potrebbe risparmiare avendo soltanto un’unica amministrazione. Ma chi ne ha certezza? - domanda Giambrone - . Come agiremo con tutti i precari? Bisogna valutare bene".

Già in passato, vi è stato un tentativo di fusione, ne dà testimonianza un atto deliberativo del 1927 con il quale l’allora podestà Vincenzo Viola, rispondeva alla richiesta del prefetto sulla possibilità dell’unione. Ma a causa di accanite resistenze da parte di oppositori sia di Cammarata che di San Giovanni, l’unificazione non avvenne

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