Fusione Cammarata-San Giovanni, Panepinto: "La decisione spetta ai cittadini"

Progetto avviato nel 2011 che, adesso, sembra essere arrivato davvero ad una tappa storica: si va, infatti, verso il referendum

Carmelo Panepinto

E' un'esperienza nuova. La politica deve fare la sua proposta, ma la decisione spetta ai cittadini: a quelli di San Giovanni Gemini e a quelli di Cammarata. Ci saranno certamente delle difficoltà, ma è una eventualità che ha le sue opportunità, anche di tipo economico". Lo dice Carmelo Panepinto, sindaco di San Giovanni Gemini, a proposito del progetto di fusione fra Cammarata e San Giovanni Gemini. Progetto avviato nel 2011 che, adesso, sembra essere arrivato davvero ad una tappa storica: si va, infatti, verso il referendum.

Signor sindaco, cosa ne pensa del progetto di fusione fra San Giovanni Gemini e Cammarata?

"Possiamo immagine il percorso dell'eventuale fusione, seguendo l'iter integrale per uniformare le due realtà sia dal punto di vista istituzionale che organizzativo. Penso, ad esempio, a dover rifare la toponomastica o il piano regolatore generale. Le due realtà si uniformerebbero, del resto, in un'unica cosa".

Si parla di opportunità e di vantaggi. Quali sono?

"Contributi materiali e sgravi fiscali. Quindi vantaggi economici reali. Si parla tanto di globalizzazione, ecco in questo caso sarebbe una vera e propria, totale, integrazione. Pensando alle difficoltà che oggi vivono i Comuni, noi che viviamo in condizione del genere, che di fatto siamo integrati, potremmo avere delle opportunità. Ma bisogna essere convinti del percorso che si deve fare. A fronte dei vantaggi garantiti dalla norma ci potranno anche essere delle difficoltà. Il mio dovere è quello di mettere sul piatto le opportunità, ma la decisione, essendo un momento che impegna tutti coloro che devono adottarla, anche moralmente, deve essere presa dalla popolazione. Perché è una decisione che comporta anche sacrifici".

Ma i suoi concittadini cosa ne pensano?

"Sono divisi a metà. E' importante però cercare di guardare oltre il muro ed essere lungimiranti. E' questa un'opportunità che richiede la collaborazione di tutti. Ecco perché ribadisco che l'ultima parola spetta proprio alle due comunità. La fusione si farà se e quando San Giovanni e Cammarata saranno convinte che si faccia. Devono decidere i suoi cittadini".

Fondendo Cammarata e San Giovanni Gemini, la nuova realtà comunale quanti abitanti avrebbe?

"Ben 14.500 abitanti. San Giovanni Gemini ha 8.500 abitanti, Cammarata oltre 6 mila. San Giovanni è un Comune che non ha avuto nessun decremento della popolazione. Nonostante la diminuzione delle nascite a livello nazionale, il nostro Comune non si è rimpicciolito. Nel 1942 eravamo un paese di 900 anime. In 75 anni siamo diventati 8.500".

Qual è l'atmosfera di questo momento?

"Pensiamo alla proposta. Perché se fra 10 anni si registra un'esperienza similare positiva, noi ci addosseremmo la colpa di non essere stati lungimiranti. Portando a conoscenza dei cittadini l'opportunità, noi stiamo svolgendo il nostro ruolo: illustrare le opportunità che le due comunità possono vivere. E non vogliamo caricarci il peso di far sprecare questa opportunità. Ma una cosa è la proposta, un'altra la decisione che spetta proprio ai cittadini". 

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