Rubano cavi di rame a Siculiana e fuggono, arrestati dopo un inseguimento

Tre persone di nazionalità rumena fermate dai carabinieri. Altre due, dopo un lungo inseguimento terminato a Palma di Montechiaro, sono fuggite per le campagne. Recuperati 500 metri di cavi in rame

I mezzi sequestrati dai carabinieri

Rubano diverse centinaia di metri di cavi di rame, 500 metri per la precisione, per un valore stimato di circa 15mila euro; poi la fuga, l'inseguimento e il fermo di tre uomini di nazionalità rumena, mentre due sono riusciti a fuggire lanciandosi a rotta di collo in una scarpata dopo aver abbandonato il furgone su cui viaggiavano.

I fatti si sono svolti tra la notte del 12 dicembre scorso ed il pomeriggio del giorno dopo. I carabinieri della Stazione di Siculiana, comandati dal maresciallo Fabio Natale, erano stati insospettiti dall’andirivieni di un furgone che si aggirava nei pressi del campo fotovoltaico in località "Monte Mele" di proprietà della "Moncada costruzioni", tra Siculiana e Realmonte. Da qui la decisione di avviare un'attività investigativa unitamente ai colleghi del Nucleo operativo di Agrigento. I militari dell'Arma, diretti dal tenente Nicolò Morandi, hanno così rintracciato alcune ore dopo lo stesso furgone parcheggiato nei pressi della rotatoria "Giunone", nella Valle dei Templi di Agrigento, con a bordo ancora il conducente. Lì il mezzo è stato raggiunto da una monovolume con targa bulgara dalla quale è scesa una persona che immediatamente dopo è salita a bordo del furgone. A questo punto entrambi i veicoli, che non sapevano di essere pedinati dai carabinieri, si sono incamminati sulla Ss115 in direzione Licata.

Durante il tragitto i militari, sempre più insospettiti dalla situazione, hanno deciso di fermare il furgone i cui occupanti però alla vista della paletta hanno dato vita ad una rocambolesca fuga durata diversi chilometri, mettendo seriamente  a repentaglio l’incolumità degli altri automobilisti. Per cercare di sfuggire ai carabinieri, infatti, i malviventi hanno effettuato diversi sorpassi azzardati, al punto che qualche automobilista è stato costretto a uscire dalla carreggiata per scongiurare lo scontro frontale. All’altezza dello svincolo di Campobello di Licata, tentando l’ennesima manovra evasiva, hanno invertito la marcia ritornando sempre a folle velocità in direzione di Agrigento.

La fuga è terminata solo dopo che in aiuto ai carabinieri del Nucleo operativo sono giunte le pattuglie della Compagnia di Licata e, sentendosi braccati, i fuggiaschi hanno effettuato l’ultima manovra azzardata invadendo la carreggiata opposta all’altezza di Palma di Montechiaro per poi abbandonare in maniera frettolosa il mezzo e lanciandosi in una scarpata fitta di vegetazione. I due sono riusciti a far perdere le proprie tracce, ma a bordo del veicolo sono stati trovati 500 metri di cavi in rame, oltre che strumenti per lo scasso come martelli e tenaglie. Nel frattempo la monovolume, i cui occupanti stavano continuando il proprio tragitto non accorgendosi di essere seguiti, è stata fermata dagli altri militari all’altezza di Licata: a bordo c'erano tre uomini di nazionalità rumena senza fissa dimora che sono stati portati in caserma e sottoposti a fermo di polizia giudiziaria.

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Il 15 dicembre, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha convalidato il fermo dei tre soggetti richiesto dal sostituto procuratore Antonella Pandolfi.

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