Tragedia Lampedusa, svolti i funerali di Stato ad Agrigento

Contestazioni civili e parole grosse, la commemorazione ha avuto come sottofondo i tanti perchè degli eritrei accorsi alla commemorazione. Nella giornata di oggi tra i tanti, erano presenti Angelino Alfano e Cecile Kyenge

"Dove sono i sopravvissuti?". E' questa la domanda che hanno rivolto una decina di eritrei alle cariche istituzionali presenti questo pomeriggio ai funerali di Stato per le oltre 300 vittime del naufragio avvenuto a Lampedusa lo scorso 3 ottobre. La cerimonia si è svolta al porticciolo di San Leone. Presenti tra gli altri il vice-premier Angelino Alfano, il ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge e il ministro della Difesa Mario Mauro.

E' stata una cerimonia segnata dalle civili contestazioni e dai tanti perchè. Oggi ufficialmente era la giornata della commemorazione, ma per molti è stato un festival dell'ipocrisia. "Oggi - ha spiegato il ministro Kyenge - è importante perchè è la prima volta che con una cerimonia ufficiale si riconoscono vittime dell'immigrazione. Dal rito - ha aggiunto - venuto il messaggio forte di diverse confessioni insieme, che la pace e la non violenza prevalgono su qualunque cosa".

Alfano, contestato da diversi eritrei, ha affermato: "Abbiamo assicurato degna sepoltura ai morti e assistenza ai superstiti. Ora caccia senza quartiere agli scafisti". La cerimonia si è aperta con la lettura del Corano e con alcuni versetti del Vangelo. Gli eritrei, ma anche gli attivisti antigovernativi presenti, hanno contestato fortemente l'assenza dei sopravvissuti, che oggi pare si siano riuniti per fare un sit-in davanti il centro accoglienza.

"Sangue nostrum e vittime delle vostre leggi" e ancora "La presenza del regime eritreo offende i defunti e mette in pericolo i sopravvissuti". Questi gli striscioni più forti tenuti nelle mani di chi ha accarezzato molto spesso il dolore. Presente alla cerimonia anche il vice presidente della Coreis, la comunità religiosa islamica di Agrigento: "Potevano fare meglio? Siamo - spiega - in una situazione di emergenza dove per la prima volta coordinamento tra autorità religiose civili e istituzionali". 

Hanno fatto il dovuto rumore i funerali di Stato, letti in modo diverso. Molti dicono che è stato una sorta di atto dovuto, altri continuano a storcere il naso, definendo ciò "una passerella per i politici".  I manifestanti hanno chiesto di rivedere la legge "Bossi-Fini", e alzando la voce hanno detto: "Assassini, Assassini". ​

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