Fondazione Teatro Pirandello, Di Maida: "Zambuto l'ha scambiata per un contributificio"

E' un fiume in piena: parla di numeri, somme, esborsi di denaro, assunzioni di giornalisti. L'ex vicepresidente dimissionario della Fondazione "Teatro Luigi Pirandello" spiega tutto nella sua lettera al Cda, in cui attacca il sindaco Zambuto

Giovanni Di Maida

Delibere per trentamila euro e fatture, invece, per cinquantamila; assunzioni di addetti stampa; realizzazioni di siti internet. "La Fondazione sembra più un contributificio" dice Giovanni Di Maida, ormai ex vicepresidente della Fondazione "Teatro Luigi Pirandello" di Agrigento, nella sua lettera di dimissioni. E' un fiume in piena: parla di numeri, somme, esborsi di denaro, assunzioni di giornalisti. Come anticipato dal giornale "Grandangolo", Di Maida spiega tutto nella sua lettera al Consiglio di amministrazione della Fondazione, in cui attacca il sindaco Marco Zambuto (clicca qui per leggere la lettera integrale).

 
"Le dimissioni – si legge nella lettera di Di Maida - scaturiscono da una divergenza di vedute con il presidente del Cda, nonché sindaco della città, che ha scambiato la Fondazione per una sorta di contributificio che rischia di fare fallire questa importante istituzione culturale, che ha già un deficit di circa 75mila euro".
 
"Sono state ordinate senza preventiva autorizzazione o ratifica da parte del Cda - spiega Giovanni Di Maida - spese che molto spesso non hanno nulla a che fare con l'oggetto sociale della Fondazione. Tanto per citare un esempio, abbiamo deliberato una compartecipazione della Fondazione in occasione dell’ultima edizione della Sagra del mandorlo in fiore per 30mila euro. Ed invece oggi la Fondazione ha contabilizzato fatture per ben 50mila euro, senza che vi sia a monte un'autorizzazione alla spesa per l’ulteriore somma di 20mila euro".
 
L'ex presidente del Consiglio comunale punta poi il dito sulle spese riguardanti l'informazione: "C'è stato il tentativo di voler assumere addetti stampa senza che ve ne sia la necessità, oppure la realizzazione del sito internet istituzionale rispetto al quale sono già state presentate fatture senza che ancora sia stato realizzato. Ed ancora sono state ordinate spese per pubblicità  istituzionale su quotidiani a tiratura regionale a costi sicuramente di gran lunga superiori rispetto a quelli praticati a soggetti privati".
 
"L'elenco - conclude Di Maida – potrebbe ancora continuare, ma qui mi fermo per il momento ritenendo che tutto ciò sia inconcepibile tenuto conto che, benché la Fondazione sia un istituzione di diritto privato, di fatto gestisce soldi pubblici".

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