Festa di San Calogero, rispettata la tradizione de "Li prumisi"

Fra via Garibaldi e via Atenea, questa mattina, i devoti hanno sfilato con in mano, o sui vassoi, il pane a forma di braccia, di gambe o di altre parti del corpo umano. C'era qualche capra e qualche mulo parato a festa

Un momento della sfilata

Rispettata anche quest'anno la tradizione. Fra via Garibaldi e via Atenea, questa mattina, i devoti hanno sfilato con in mano, o sui vassoi, il pane a forma di braccia, di gambe o di altre parti del corpo umano. C'era qualche capra e qualche mulo parato a festa. Tutti si sono diretti verso il Santuario di San Calò. A fare da sottofondo il rullo dei tamburi. "Li prumisi" - di coloro che sono stati liberati da qualche pericolo o risanati da qualche malattia - sono arrivate in chiesa. 

Anche gli animali, che hanno sfilato fra le vie Garibaldi ed Atenea, come tradizione insegna, hanno un preciso significato: gli allevatori, i contadini o i pastori che hanno avevano del bestiame ammalato, per ottenerne la guarigione, promettevano al santo una capra o altri animali. 

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