L'inchiesta per estorsione sul datore di lavoro di Gessica, chiesta condanna per spaccio

Un segmento investigativo ha fatto luce su alcune ipotesi di cessione di droga a carico di un amico del titolare del bar dove lavorava la ragazza

Quattro anni e quattro mesi di reclusione per l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga con l’aggravante di averla ceduta a un minorenne. Mano pesante del pubblico ministero Gianluca Caputo che ha chiesto la condanna a una pena particolarmente elevata per il trentenne favarese Angelo Stagno, imputato insieme a Gaspare Volpe, 60 anni, barista anch’egli favarese che rischia, invece, non avendo scelto il rito abbreviato contrariamente a Stagno, il rinvio a giudizio per l’accusa di estorsione e tentata estorsione.

“Appena ti incontro per strada ti schiaccio con la macchina… ti ammazzo quando mi capiti davanti”. Volpe, noto anche per essere stato il datore di lavoro di Gessica Lattuca, la ragazza di 28 anni scomparsa nel nulla dallo scorso agosto, con queste parole avrebbe minacciato alcuni operai. Il barista, peraltro, era sospettato di averla inserita in un giro di prostituzione. Le accuse nei confronti di Stagno scaturiscono dal contenuto delle intercettazioni che gli inquirenti hanno disposto dopo la denuncia delle presunte vittime di estorsione. Le stesse conversazioni avrebbero fatto emergere pure un giro di prostituzione nel quale Gessica Lattuca, che lavorava nel bar di Volpe, insieme a una seconda ragazza, sarebbe stata costretta a inserirsi.

Adesso il giudice dovrà decidere se assolvere o condannare Stagno (la difesa ha chiesto di derubricare l’accusa in detenzione e spaccio di lieve entà e di escludere l’aggravante) e se rinviare a giudizio Volpe. Si torna in aula il 26 giugno. 

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